
Per parare le critiche al segreto bancario ed evitare di essere inserita in una lista nera di paesi poco cooperativi in materia di delitti fiscali, la Svizzera è disposta ad intensificare la collaborazione internazionale e a dialogare con Paesi terzi sull'imposizione del risparmio. È quanto ha detto oggi davanti ai media il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, secondo cui un gruppo di esperti dovrà fornire al governo in tempi brevi suggerimenti sul modo migliore per realizzare questi obiettivi. La Svizzera non intende però transigere sul segreto bancario, principio che secondo il ministro delle finanze gode di una certa tradizione nel nostro Paese e dei favori della popolazione. Per Merz esso protegge il cittadino da un'eccessiva invadenza dello Stato, ma non in caso di frode fiscale, "reato punibile anche da noi", ha spiegato il ministro. Merz ha ribadito con veemenza che la Confederazione non è un paradiso fiscale, come qualcuno pretende, dal momento che riscuote le imposte usuali per il suo funzionamento, pur facendo attenzione a preservare e ad accrescere la sua concorrenzialità internazionale in materia. Per Merz è chiaro che di fronte alla pressioni internazionali, la Confederazione non può chiudersi su sé stessa, rifiutando il dialogo, né buttare alle ortiche il suo sistema fiscale attuale. "Con l'istituzione del gruppo di esperti - ha dichiarato Merz - dobbiamo creare le condizioni affinché si avvii un dialogo con quegli Stati - soprattutto Usa e gruppo del G-20 - dai quali provengono gli attacchi più virulenti alla nostra prassi fiscale". Bisogna fare di tutto affinché la Svizzera non venga inclusa in una lista nera, visto il danno di immagine che subiremmo, ha messo in guardia il ministro. Nel suo intervento, Merz ha anche evocato la disponibilità di Berna ad allargare il campo di applicazione degli accordi sulla fiscalità del risparmio con l'Ue. Egli ha tuttavia precisato che spetta a Bruxelles formulare proposte. "Se ci sono lacune non è colpa nostra", ha detto. Hans-Rudolf Merz si è augurato di poter stabilire un contatto diretto col suo omologo americano, forse già in aprile, in occasione della riunione del Fondo monetario internazionale. Frattanto, nel fine settimana è in agenda un incontro con i ministri delle finanze di Lussemburgo e di Austria, due Paesi che conoscono il segreto bancario, e con i quali Merz intende consultarsi per coordinare al meglio le rispettive politiche in materia. ATS
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