
Il Consiglio federale chiede al parlamento di approvare la partecipazione della Svizzera alla costruzione del reattore sperimentale internazionale ITER, in Francia, che costituisce "l'ultima tappa prima della produzione commerciale di energia da fusione". Il contributo europeo a ITER è assicurato dalla Comunità europea dell'energia atomica Euratom. La partecipazione elvetica al progetto scientifico e tecnologico è stata concordata alla fine del 2007 in due scambi di lettere tra il Consiglio federale ed Euratom. Il progetto ITER - fa sapere il Dipartimento dell'interno (DFI) - si fonda su un accordo multilaterale tra Euratom, Federazione russa, Repubblica popolare di Cina, Giappone, Repubblica di Corea, Repubblica indiana e Stati Uniti. Con la costruzione, nei prossimi dieci anni, del reattore ITER a Cadarache (Francia), sarà portata a termine l'ultima fase di sviluppo prima del passaggio dalla fusione nucleare sperimentale alla produzione di energia basata sulla fusione. La Svizzera e la Comunità europea dell'energia atomica cooperano dal 1978 nel campo della ricerca sull'energia da fusione. Il grande progetto internazionale ITER costituirà, per gli anni a venire, "il tassello di gran lunga più importante della ricerca europea sulla fusione", fileva il DFI. Per poter partecipare integralmente alla fase di realizzazione del reattore, nel novembre 2007 la Svizzera ha aderito (in via per ora provvisoria) all'impresa comune europea «Fusion for Energy», incaricata di fornire il contributo europeo al progetto e di assicurare il coordinamento fra ITER e gli Stati membri di Euratom, compresi gli Stati associati. ATS
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