
Com'era scontato, nella settimanale seduta il Consiglio federale si è occupato oggi delle relazioni tra Svizzera e Libia, dopo aver preso atto della relazione del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Per evitare passi falsi nell'attesa del rientro dei due cittadini svizzeri trattenuti da un anno in Libia, il governo si è affidato a uno scarno comunicato scritto, trincerandosi dietro un totale "no comment". Per il momento, vi è un solo dato di fatto: nonostante il polverone che ha sollevato, l'accordo firmato da Merz a Tripoli la settimana scorsa è valido. Infatti, il Dipartimento federale degli affari esteri ha constatato che l'intesa impegna la Svizzera a livello internazionale. Di conseguenza - ha dichiarato il portavoce governativo André Simonazzi, leggendo il comunicato - il Consiglio federale ha ora deciso di "passare alla fase esecutiva dell'accordo". Fintanto che i due Svizzeri non saranno rientrati, il Consiglio federale ha preferito prudentemente attenersi a un laconico comunicato scritto, ha a sua volta confermato Moritz Leuenberger, che ha partecipato alla conferenza stampa governativa per presentare la politica climatica svizzera. Simonazzi e Leuenberger si sono trincerati dietro il più assoluto silenzio. "Come sapete - ha ricordato il portavoce - in Libia vi sono sempre due nostri connazionali bloccati, in attesa del visto d'uscita". Non ha dunque risposto alle insistenti domande sul possibile momento del loro rientro. "Una volta che i due saranno tornati in Svizzera informeremo ovviamente con dovizia di particolari", ha aggiunto Simonazzi. Quest'ultimo non ha nemmeno voluto precisare se l'esecuzione dell'accordo sia indipendente dalla liberazione dei due Svizzeri. Anche in questo caso, bocche cucite. Il presidente della Confederazione si era detto convinto venerdì scorso che i due cittadini elvetici sarebbero rientrati entro il primo settembre. Un jet del Consiglio federale è partito per Tripoli ieri sul mezzogiorno. Tuttavia, da quel momento prevalgono solo le supposizioni. Stamani è decollato anche il secondo velivolo del Consiglio federale. La destinazione è tuttora ignota. ATS
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