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Svizzera
CF: occorre prudenza sui portafogli LPP
Redazione
18 anni fa

La prudenza deve restare di rigore per gli investimenti del secondo pilastro. Il Consiglio federale vuol essere rassicurante nella risposta a vari interventi parlamentari: la riduzione dal 55% al 30% nel portafoglio degli istituti di previdenza del limite dei beni immobiliari non costituisce un assegno in bianco in favore di investimenti alternativi. Il consigliere nazionale Hugues Hiltpold (PLR/GE) e il consigliere agli Stati Konrad Graber (PPD/LU) hanno espresso preoccupazioni in seguito all'entrata in vigore in gennaio di nuove prescrizioni sugli investimenti degli averi della previdenza professionale. Essi ritengono che il momento sia inopportuno, alla luce della crisi economica e finanziaria. "Gli istituti di previdenza - ha risposto loro il Consiglio federale - che hanno investito più del 30% del loro portafoglio in beni immobiliari non sono affatto costretti a venderli". I limiti della riveduta ordinanza possono tranquillamente essere superati quando vengono rispettati i principi della prudenza, della sicurezza e della diversificazione. Il governo ha precisato che la maggioranza delle casse pensioni non è interessata dalle nuove regole. Alla fine del 2007, solo il 13% degli averi di previdenza professionale erano mediamente investiti in beni immobiliari in Svizzera (1,3% all'estero). Gli investimenti alternativi - come "Hedge Funds", materie prime, "Privat Equity", ecc. - rappresentavano circa il 6,5% del patrimonio LPP. La parte rimanente è costituita da obbligazioni, azioni e altre forme di investimento. ATS

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