
I mercati agricoli nazionali e internazionali devono essere meglio connessi. Oltre a questo, agli attori della filiera agroalimentare vanno fornite nuove prospettive. Sono i due punti principali su cui si basa la strategia del Consiglio federale per la Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+). "Vogliamo portare l'agricoltura svizzera verso un futuro brillante", ha detto oggi il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ai media a Berna. "La situazione è buona e curata", ma ci sono alcuni punti migliorabili e margini di miglioramento, ha aggiunto. In questa prospettiva, il governo ha approvato un'analisi globale dell'evoluzione a medio termine. Le nuove prospettive per gli attori della filiera vanno fornite nei settori mercato, azienda e risorse naturali. Per i tre ambiti sono proposti orientamenti con i quali possano essere colmate le lacune della politica precedente e affrontate le sfide future. Il progresso tecnico, come ad esempio la digitalizzazione, svolgerà un ruolo fondamentale. A medio termine i mercati agricoli nazionali e internazionali dovranno poi essere meglio connessi nel quadro di accordi commerciali. "L'agricoltura deve rimanere concorrenziale per svolgere il suo ruolo nel migliore dei modi", ha spiegato il ministro. Una migliore interconnessione con i mercati esteri gioverà anche alla sicurezza alimentare della Svizzera, poiché circa il 40-50% del fabbisogno indigeno di derrate alimentari è importato. Il governo è convinto - ha affermato ancora Schneider-Ammann - che una parziale abolizione della protezione doganale è vantaggiosa dal profilo economico e, se accompagnata da adeguate misure di sostegno, gestibile per la filiera agroalimentare elvetica. Ci sono diverse realtà alle quali ci potremmo rivolgere per una cooperazione. Una di queste realtà, ha detto il consigliere federale, è ad esempio il Mercosur - ovvero il mercato comune dell'America meridionale -, ma per una maggiore collaborazione è necessaria un'apertura del mercato. In futuro sarà infatti sempre più difficile concludere accordi vantaggiosi dal profilo macroeconomico senza fare considerevoli concessioni in settori come quello agricolo. Una riduzione della dipendenza, con le dovute compensazioni, del settore dalla protezione doganale - ha insistito - consente di preservare la flessibilità per la conclusione di accordi di libero scambio vantaggiosi per l'economia svizzera. Anche l'impatto ecologico va tenuto in considerazione. In Svizzera ci sono i mezzi per produrre in maniera sempre più rispettosa dell'ambiente, ha evidenziato il ministro. È necessario intervenire in particolare per ridurre il carico ambientale a un livello sopportabile per gli ecosistemi. Per arrivare a soluzioni tangibili, l'esecutivo ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di elaborare un documento interlocutorio sulla concretizzazione degli orientamenti della PA22+. In esso dovranno essere precisate le misure che potrebbero contribuire a ridurre i costi di un'eventuale apertura del mercato nel quadro di accordi commerciali bilaterali. Sulla base dei riscontri, nel quarto trimestre 2018 il Consiglio federale condurrà una procedura di consultazione.
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