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Svizzera
CF: no a pedaggio al San Gottardo
Redazione
14 anni fa

Il Consiglio federale "sconsiglia" la riscossione di un pedaggio per la galleria stradale del San Gottardo: la costruzione di un secondo tubo non dovrebbe essere finanziata da un simile pedaggio, secondo il governo, che ha inoltre posto in consultazione la revisione della legge volta a limitare l'aumento della circolazione. Anche in futuro una sola corsia per senso di marcia: il governo vuole che questo principio diventi legge, per garantire che la capacità delle strade di transito non aumenti e assicurare la salvaguardia dell'ambiente alpino anche dopo la prevista costruzione della seconda canna. Ha quindi avviato oggi la procedura di consultazione per adeguare la legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina (LTS). Lo scorso giugno il governo ha annunciato di voler approfittare dei lavori di risanamento dell'attuale galleria per costruire una seconda canna. Ciò non violerebbe l'articolo sulla protezione delle Alpi, in quanto la capacità di transito non verrà aumentata, aveva detto allora e lo ha ribadito oggi in conferenza stampa la ministra dei trasporti Doris Leuthard. Ciò consente di mantenere aperta al traffico anche a lavori in corso questa via di comunicazione "di fondamentale importanza" per la Svizzera e l'Europa. Questo doppio intervento - ristrutturazione abbinata a un secondo traforo - apporta inoltre un considerevole contributo in termini di sicurezza, secondo il governo, in quanto il traffico avrà in ogni caso a disposizione una sola corsia per ogni senso di marcia; la seconda corsia servirebbe per le emergenze. In linea di massima la variante prescelta non richiede interventi a livello giuridico: ciononostante il Consiglio federale intende sancire per legge (con possibilità di referendum e quindi di votazione popolare) la limitazione a una corsia e propone perciò di inserire un nuovo articolo nella LTS e di ratificare il sistema di dosaggio dei mezzi pesanti, il cosiddetto "contagocce" introdotto in seguito al grave incidente del 2001. Gli ambienti interessati hanno tempo fino al prossimo 21 aprile per esprimersi su questo e sull'introduzione di un pedaggio, al fine di garantire le risorse supplementari per finanziare i lavori per il secondo tubo (potrebbe venir aperto al più presto nel 2027), stimati a 2,8 miliardi di franchi. I lavori di rifacimento dell'attuale tubo, secondo le cifre ufficiali costerebbero 1,2 miliardi di franchi, ma l'Iniziativa delle Alpi contesta queste cifre, affermando che sono nettamente sottostimate. ATS

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