
I giovani, anche se hanno commesso reati particolarmente gravi, devono continuare a beneficiare di un diritto penale dei minori. Il Consiglio federale propone di respingere una nuova mozione dell'UDC che chiede di applicare il diritto penale degli adulti già a partire dai 16 anni. Inoltrato dal consigliere agli Stati Maximilian Reimann (UDC/AG), il testo chiede inoltre che, "di fronte alle deplorevoli infrazioni commesse ultimamente dai giovani", deve essere possibile infliggere una pena privativa della libertà fino a quattro anni già dai 14 anni (e non più dai 16). Il Consiglio nazionale aveva già respinto, a larga maggioranza, proposte simili, ricorda il governo nella sua risposta pubblicata oggi e sottolinea che in genere il carcere non è appropriato per prevenire il ripetersi di reati gravi da parte dei giovani criminali; potrebbe persino avere un effetto controproducente. Misure educative e terapeutiche sono spesso più efficaci per la reintegrazione dei giovani nella società, aggiunge l'esecutivo, che ribadisce come "provvedimenti volti a diminuire la violenza giovanile siano in fase di realizzazione" e saranno presentati nella prossima primavera. Il Consiglio federale propone pure di respingere un'altra mozione democentrista, redatta dal senatore This Jenny (GL). Questa chiede che le autorità siano obbligate ad informare gli insegnanti sulle infrazioni commesse da loro allievi. In questo senso, i maestri d'apprendistato sarebbero autorizzati a consultare i dati personali dei giovani apprendisti. Secondo il governo, che ricorda come un testo simile sia già stato respinto dal Consiglio nazionale, occorre fare attenzione affinché la società non giudichi un giovane unicamente sulla base di un reato commesso nel passato. In taluni casi, è tuttavia possibile comunicare alcuni antecedenti degli allievi considerati più a rischio. ATS
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