
Il Consiglio federale non intende intervenire nel mercato dell'alloggio, malgrado l'impennata degli affitti e gli appelli a contenere gli effetti negativi della libera circolazione delle persone. A suo avviso l'economia di mercato ha dato buoni risultati finora e non c'è motivo di cambiare politica. Il governo è disposto solo ad impegnarsi per aumentare l'offerta di alloggi a pigione moderata. La domanda di alloggi è notevolmente aumentata negli ultimi anni, soprattutto nelle zone urbane, e ha causato un notevole incremento degli affitti e dei prezzi delle case nelle regioni del lago Lemano, di Zurigo, di Basilea e della Svizzera centrale. Si tratta di situazioni circoscritte: "la maggioranza della popolazione svizzera ha a disposizione alloggi di buona qualità ed economicamente accessibili", ha insistito il consigliere federale Johann Schneider-Ammann durante una conferenza stampa. L'affitto e i costi accessori continuano a rappresentare circa il 20% del reddito lordo. Il mercato quindi funziona bene e il Consiglio federale non intende cambiare politica. Per il governo "fornire un tetto alla popolazione e finanziare la costruzione di alloggi è un compito dell'economia privata". Le proposte di limitare gli aumenti di affitto al momento del cambiamento di inquilino o di vietare le disdette di contratto per aumentare le pigioni sono state scartate perché giudicate controproducenti a lungo termine: renderebbero meno attrattivi gli investimenti in questo settore e promuoverebbero la trasformazioni degli immobili locativi in appartamenti di proprietà, ha spiegato il ministro dell'economia. Per ragioni finanziarie sono stati scartati anche i prestiti a tasso preferenziale e la partecipazione della Confederazione al capitale di organizzazioni che si occupano di edilizia di pubblica utilità. La pressione sul mercato dell'alloggio, ha precisato Schneider-Ammann, non è dovuta solo alla libera circolazione, ma anche al cambiamento di abitudini della popolazione: appartamenti più grandi, nuclei famigliari più piccoli e desiderio di abitare in città. In alcune regioni la forte richiesta ha provocato un adeguamento dei prezzi al mercato e per persone con redditi modesti diventa sempre più difficile trovare un alloggio. Piuttosto che intervenire sugli affitti, il Consiglio federale preferisce misure a medio e lungo termine per frenare la diminuzione degli alloggi a buon mercato migliorando le condizioni quadro. In primo luogo propone di intensificare il dialogo fra Confederazione, cantoni e comuni per meglio coordinare le azioni in questo campo. Intende estendere l'applicazione dei mutui a tassi agevolati per le associazioni di utilità pubblica nella costruzione di abitazioni anche all'acquisto di terreni e allentare le condizioni per ottenere questi mutui. Il governo studia anche la possibilità di promuovere la costruzione di alloggi attraverso la Legge sulla pianificazione del territorio (LPT) e l'introduzione nei piani direttori dei cantoni di prescrizioni riguardanti il mercato delle abitazioni. Inoltre prevede anche di adattare il Programma Edifici per il risanamento energetico per evitare la perdita di alloggi a basso costo e di modificare il diritto di locazione introducendo l'obbligo di comunicare l'importo della pigione precedente. L'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), il Partito socialista (PS) e i Verdi hanno chiesto provvedimenti per far fronte alla penuria di alloggi minacciando di non sostenere l'estensione della libera circolazione alla Croazia. ATS
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