
Il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale obbligatoria passerà dall'attuale 1,25% all'1% a partire dal prossimo 1° gennaio. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. La decisione di ridurre il tasso d'interesse applicato al capitale vecchiaia risparmiato è stata presa "in considerazione dei bassi tassi d'interesse e dell'andamento sfavorevole dei mercati azionari", spiega il governo. L'abbassamento della remunerazione del capitale non costituisce comunque una vera sorpresa: l'esecutivo ha infatti seguito una raccomandazione formulata dalla Commissione federale della previdenza professionale lo scorso 2 settembre. Ai sensi della legge, il tasso d'interesse minimo è calcolato tenendo conto del rendimento delle obbligazioni della Confederazione e dell'andamento di azioni, obbligazioni e immobili. Negli ultimi mesi il rendimento delle obbligazioni della Confederazione è ulteriormente sceso raggiungendo minimi storici. A fine settembre il tasso d'interesse delle obbligazioni con scadenza a sette anni era così del -0,73% (settembre 2015: -0,39%). Nel settore dei prestiti, inoltre, si riportano tassi d'interesse bassi a livello internazionale e anche il mercato azionario ha fatto registrare performance insufficienti. Solo il settore immobiliare ha realizzato "rendimenti apprezzabili", ma la sua quota sul totale del patrimonio di previdenza è pari solo al 18% del capitale investito. Il tasso minimo per la parte obbligatoria è così rimasto all'1,25% per un solo anno. In precedenza, dal 2014, era all'1,75%. Nel 2002 il rendimento minimo era ancora del 4%.
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