
Il Consiglio federale vuole accumulare riserve finanziarie in vista dell'eventuale conclusione di un accordo di libero scambio agricolo con l'Unione europea (UE) o di un trattato nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Si tratta di accantonare almeno 3,2 miliardi di franchi per aiutare i contadini a superare il "trauma" dell'apertura dei mercati. Il Consiglio federale ha posto in consultazione oggi una proposta di finanziamento speciale per misure di accompagnamento nel settore agroalimentare. Gli ambienti interessati potranno pronunciarsi entro il 21 novembre prossimo. Concretamente, 400 milioni di franchi all'anno, prelevati dagli introiti dei diritti doganali sui prodotti agricoli e sui generi alimentari, dovrebbero essere attribuiti a tale scopo dal 2009 al 2016, ha precisato alla stampa la ministra dell'economia Doris Leuthard. Negli ultimi anni, in questo settore sono stati incassati dazi doganali per 613 milioni di franchi annui. L'importo reale destinato ad ammorbidire la sorte dei contadini in balia delle leggi dell'economia di mercato dipenderà tuttavia da vari fattori, ma soprattutto dalle misure di accompagnamento scelte. Un gruppo di lavoro metterà a punto le proprie proposte in primavera, ha ricordato la ministra dell'economia, rifiutando di aggiungere altri particolari. Lo scopo - secondo Doris Leuthard - è di aiutare le aziende agricole a riorientarsi e utilizzare il potenziale offerto dai nuovi mercati. Parallelamente, si tratta di offrire un aiuto alla riconversione a quei contadini che non potranno più raccogliere le sfide dopo la soppressione delle barriere protezionistiche. Il Consiglio federale intende sì lanciare un segnale agli agricoltori e mostrare loro la propria volontà di sostenerli durante la fase transitoria, ma non vuole affatto rilasciare un assegno in bianco per spese sconsiderate, ha sottolineato la ministra dell'economia. Al posto dei sussidi a lungo termine, il governo punta su aiuti mirati e puntuali. Lo spettro finanziario previsto oscilla tra i 3 e i 6 miliardi di franchi. Se le somme accumulate non bastassero, si dovrebbero trovare altri cespiti d'entrata oppure prolungare il finanziamento attraverso gli introiti doganali. "Tutto ciò dipenderà dalla decisione politica". Par garantire il finanziamento speciale delle misure d'accompagnamento, la legge sull'agricoltura dovrà essere modificata. In un secondo tempo, una volta concluso l'accordo di libero scambio agricolo con l'UE, si dovrà trovare un altro sistema di finanziamento, conforme ai dettami del freno all'indebitamento, ha precisato la Leuthard. Lo stesso dicasi in caso di ratifica di un accordo con l'OMC. Sebbene questa ipotesi sia ancora lontana, i negoziati con Bruxelles dovrebbero poter iniziare già in ottobre o novembre, ha fatto capire la consigliera federale. L'UE ha fissato il suo mandato negoziale per il settore agricolo, ma deve ancora mettere a punto i particolari del secondo mandato concernente un accordo sulla salute pubblica, cui la Svizzera aspira. Doris Leuthard si è detta ottimista, ritenendo che le vertenze sulla fiscalità non ostacoleranno i negoziati. L'UE ha chiaramente segnalato il proprio interesse nel concludere un accordo di libero scambio agroalimentare, ha ricordato la ministra. In merito alle reticenze espresse dai cantoni, secondo la ministra dell'agricoltura le stesse riguardano soprattutto il momento scelto per lanciare nuovi negoziati, visto che la libera circolazione delle persone non è ancora stata confermata. Tuttavia - a suo modo di vedere - prima di giungere a un accordo agroalimentare, si dovrà in ogni caso discutere per almeno un anno e mezzo o due. ATS
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