
Il Consiglio federale intende ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas ad effetto serra entro il 2020 rispetto ai valori del 1990. È questo l'aspetto principale della revisione della legge sul CO2 presentata oggi dal governo, che intende farne un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "per un clima sano". Questa chiede - per lo stesso lasso di tempo - una diminuzione delle emissioni di almeno il 30%, ottenuta unicamente attraverso l'adozione di misure all'interno del paese. Lo scopo è di limitare a lungo termine il riscaldamento climatico a un massimo di due gradi centigradi rispetto al livello preindustriale. L'attuale legge sul CO2 è valida fino al 2012. L'aggiornamento della legge per il dopo 2013 è dunque obbligatorio. Il governo, ha spiegato oggi durante una conferenza stampa il consigliere federale Moritz Leuenberger, ritiene che l'iniziativa popolare non offra la necessaria flessibilità. La legge precisa i vari strumenti con cui raggiungere l'obiettivo. Tra gli altri il governo intende mantenere la tassa sul CO2 applicata ai combustibili pari a 36 franchi per tonnellata di anidride carbonica. Le aziende potranno continuare a chiedere l'esenzione dalla tassa purché si impegnino con la Confederazione a ridurre le loro emissioni. Solo se gli obiettivi non potranno essere raggiunti in altro modo, la tassa potrà essere applicata ai carburanti, ha detto il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Questi ha precisato che la Svizzera è disposta ad aumentare l'obiettivo di riduzione al 30%, ma solo qualora la Conferenza dell'Onu sul clima di Copenaghen di dicembre dovesse prevedere uno sforzo di riduzione maggiore. ATS
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