
Nelle direzioni delle imprese parastatali i membri latini sono pochi o del tutto assenti e la situazione è analoga per quanto riguarda le donne. Lo rileva il Consiglio federale rispondendo a un'interpellanza parlamentare in questo senso del consigliere nazionale Jacques-André Maire (PS/NE). Alcuni provvedimenti per migliorare la situazione sono già stati adottati. Maire cita esplicitamente alcuni esempi: Swisscom, la cui direzione è composta di sette uomini tutti di madrelingua tedesca; La Posta, che conta due donne, una delle quali è bilingue e AutoPostale, la cui direzione è composta da nove uomini, tutti germanofoni. A suo parere questa situazione "contravviene al principio di una giusta rappresentanza di tutte le comunità linguistiche e dei sessi nei diversi gradi gerarchici delle aziende federali". Il Governo, nella sua risposta pubblicata oggi, conferma l'analisi del deputato socialista e ribadisce l'importanza e la necessità del fatto che "le lingue e i sessi siano adeguatamente rappresentanti". Il Consiglio federale ricorda che il suo messaggio concernente la modifica del Codice delle obbligazioni (Diritto della società anonima) include una disposizione sulla rappresentanza dei sessi: le grandi società anonime quotate in borsa devono indicare i motivi nei casi in cui la rappresentanza di ogni sesso nella direzione non sia pari ad almeno il 20%. Tale obbligo - ricorda l'esecutivo - dovrà essere operativo al più tardi entro 10 anni dopo l'entrata in vigore del nuovo diritto. Di tutte le imprese parastatali, queste disposizioni riguardano unicamente Swisscom, che è quotata in borsa. Nelle società anonime della Confederazione la situazione per quanto riguarda la rappresentanza femminile è pessima: nelle direzioni o non vi sono donne o sono nettamente sotto rappresentante. Fanno un po' meglio solo La Posta - due degli otto membri della direzione sono donne - e le FFS, con due donne su nove membri. In base alle disposizioni emanate nel 2013 dal governo riguardo alla composizione dei consigli d'amministrazione e di istituto delle imprese parastatali (rapporto sulla retribuzione dei quadri), entro fine 2020 dovrà essere raggiunta una quota del 30 per cento per entrambi i sessi. Queste disposizioni mirano anche a una miglior ripartizione tra le rappresentanze linguistiche: 65,5% per il tedesco, 22,8% per il francese, 8,4% per l'italiano e 0,6% per il romancio. Il Consiglio federale rileva che l'anno scorso l'obiettivo della rappresentanza di entrambi sessi pari almeno al 30% è stato soddisfatto dal 48% di imprese e istituti. Non è invece possibile fornire indicazioni precise sul conseguimento degli obiettivi in relazione alle quote linguistiche. "La sottorappresentanza di una lingua può infatti provocare la sovrarappresentanza di altre due lingue, come se si trattasse di vasi comunicanti", precisa il governo. In ogni caso - conclude l'esecutivo - "il rispetto dei valori di riferimento porta gradualmente a una nuova composizione dei consigli d'amministrazione e quindi alla nomina di più membri di direzione di lingua madre francese o italiana e di più donne".
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