
Il Consiglio federale ha adottato oggi il rapporto con cui chiede al parlamento di rinunciare alle misure volte a migliorare la "compatibilità" delle iniziative popolari con i diritti fondamentali e il diritto internazionale. Il governo, tenendo conto dei risultati della procedura di consultazione, aveva già annunciato in dicembre che avrebbe abbandonato il progetto. "Occorre rinunciare all'introduzione dell'esame preliminare materiale delle iniziative popolari e all'estensione dei motivi di nullità ai diritti fondamentali nella loro essenza", si legge nel rapporto del governo pubblicato oggi. La maggioranza dei partecipanti alla consultazione si è espressa "in modo critico o ha addirittura rifiutato" il progetto. "Non è possibile individuare un orientamento generale univoco" per una sua eventuale rielaborazione. Il Consiglio federale quindi propone alle Camere di non entrare in materia sulle due mozioni delle Commissioni delle istituzioni politiche del Nazionale e degli Stati che avevano formalizzato la riflessione. I due atti parlamentari erano intervenuti dopo che il Consiglio federale, nel 2010, aveva già illustrato in un rapporto i potenziali problemi creati da un'iniziativa popolare contraria in parte al diritto internazionale (come ad esempio quelle accettate sul rinvio dei criminali stranieri e sull'internamento a vita per criminali particolarmente pericolosi ma anche quella dell'Associazione ecologia e popolazione, ECOPOP, "Stop alla sovrappopolazione"). Nel progetto inviato in consultazione, il Consiglio federale aveva proposto due misure: da una parte un esame preliminare, ossia prima della raccolta delle firme, della compatibilità di un'iniziativa col diritto internazionale; dall'altra la dichiarazione di nullità da parte dell'Assemblea federale in due casi, ossia se l'iniziativa dovesse violare le disposizioni cogenti del diritto internazionale (divieto schiavitù, genocidio e tortura), ma anche se fosse contraria all'essenza dei diritti fondamentali della Costituzione federale. La proposta di abbandonare il progetto "non significa tuttavia che il Consiglio federale intenda mantenere in modo ostinato la situazione giuridica attuale", conclude il rapporto odierno. In dicembre, infatti, il governo ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di analizzare, insieme col Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e la Cancelleria federale (CaF), le possibilità per migliorare la compatibilità tra diritto nazionale e diritto internazionale. DFGP, DFAE e CaF sottoporranno all'esecutivo un documento interlocutorio che dovrebbe essere in grado di ottenere un certo consenso.
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