
Il Consiglio federale ha inasprito le sanzioni nei confronti della Siria. In questo modo, indica una nota odierna della Segreteria di stato dell'economia (SECO), si rafforza la pressione sul presidente Assad affinché cessino le violazioni dei diritti umani e l'escalation di violenza. Le nuove disposizioni - tra cui spicca il congelamento degli averi detenuti in Svizzera dalla banca centrale siriana - entreranno in vigore il 9 giugno. Le nuove sanzioni ricalcano decise dall'Ue. Esse comprendono un ulteriore giro di vite al commercio: è vietata l'esportazione di importanti attrezzature per l'industria petrolifera e del gas, per la costruzione di nuove centrali di produzione di energia elettrica e per il controllo di Internet e del traffico telefonico. A tale riguardo, saranno proibite anche la fornitura di servizi e la concessione di mezzi finanziari. Non sarà inoltre più permesso acquistare e fornire metalli preziosi e diamanti, da e verso la Siria. In Svizzera non saranno più autorizzati l'atterraggio e il decollo di voli di velivoli cargo di compagnie aeree siriane. Nel settore finanziario, gli averi in Svizzera della Banca centrale della Siria sono stati congelati. È stato vietato il commercio di obbligazioni pubbliche siriane appena emesse. Gli istituti finanziari attivi in Svizzera non potranno più intrattenere relazioni d'affari con banche siriane ed è inoltre stata proibita la conclusione di nuove assicurazioni e riassicurazioni con lo Stato siriano. ATS
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