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Svizzera
CF: in consultazione modifica legge asilo e stranieri
Redazione
18 anni fa

Accelerare e rendere più efficiente la procedura d'asilo, nonché lottare in maniera efficace contro gli abusi: questi gli obiettivi che hanno spinto il Consiglio federale a mettere in consultazione, fino al 15 aprile, la revisione della legge sull'asilo (LAsi) e quella sugli stranieri (LStr). Un anno dopo l'entrata in vigore dell'ultima revisione, la Svizzera potrebbe quindi procedere a un nuovo giro di vite in materia di asilo e stranieri. Diverse misure erano già state anticipate dalla ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf. In particolare, la diserzione non dovrebbe più venir considerato un motivo per concedere l'asilo e la possibilità di deporre una domanda d'asilo presso una rappresentanza elvetica all'estero dovrebbe venir soppressa. Beninteso, una guerra civile è motivo di non allontanamento dalla Svizzera, ha commentato la responsabile del DFGP. Il settore dell'asilo si trova costantemente ad affrontare nuove sfide. Per essere credibile ed efficace, la politica in questa materia "deve adeguarsi di continuo e fornire le basi legali necessarie per tenere conto di tali sfide", ha detto Widmer-Schlumpf durante la tradizionale conferenza stampa al termine della seduta governativa. Negli ultimi anni l'asilo ha conosciuto nuovi problemi, legati in particolare al crescente numero di domande di persone provenienti dall'Africa (soprattutto Eritrea, Nigeria e Somalia), dal Vicino Oriente (in particolare Iraq) e dallo Sri Lanka. Nel 2008 sono state presentate in Svizzera complessivamente 16'606 domande d'asilo, il che equivale a un aumento del 53,1 per cento rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. È aumentato anche il numero delle domande pendenti in prima istanza; dalle 6236 a fine 2007 si è passati a ben 12'656 alla fine del 2008 (+103%). "Occorre pertanto accelerare le procedure, rendendole nel contempo più efficienti. È inoltre necessario lottare più efficacemente contro gli abusi". - chi teme pregiudizi per aver rifiutato di prestare servizio militare o per diserzione, non è riconosciuto come rifugiato e viene espulso. Tuttavia, se vi è rischio di un trattamento inumano nel Paese d'origine, l'interessato è ammesso in Svizzera a titolo provvisorio. - Attività politiche in Svizzera che perseguono lo scopo di motivare la qualità di rifugiato saranno oggetto di sanzioni penali. Saranno sanzionate penalmente anche le persone che danno una mano ai richiedenti l'asilo nel quadro di tali attività. - Sarà abolita la possibilità di presentare una domanda d'asilo presso una rappresentanza svizzera all'estero. - Per evitare lungaggini, sarà introdotta un nuova procedura celere, svolta interamente per scritto, per le domande di riesame e quelle multiple. Chi deposita una domanda di riesame beneficia già del soccorso d'emergenza, che d'ora in poi sarà concesso anche a chi presenta domande multiple. - Le persone che fanno valere la non esigibilità per motivi personali dell'allontanamento o dell'espulsione (ad es. per l'assenza di una rete sociale nello Stato d'origine) dovranno addurre la prova formale. Il Consiglio federale avrà la possibilità di designare gli Stati verso i quali l'esecuzione dell'allontanamento è considerata generalmente ammissibile. - Le autorità cantonali devono poter assegnare un luogo di domicilio o un alloggio alle persone ammesse provvisoriamente che beneficiano di prestazioni dell'aiuto sociale. Ciò consentirà di sgravare i Comuni più grossi, rispondendo a una richiesta esplicita dei Cantoni in tal senso. - Per garantire l'esecuzione dell'allontanamento, s'intende introdurre nella procedura di Dublino un nuova elementio che contempli la carcerazione preliminare e la carcerazione in vista di rinvio coatto. Tutte queste modifiche proposte - ha precisato la consigliera federale - sono conformi alla costituzione e al diritto internazionale pubblico. ATS

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