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Svizzera
CF: imposizione imprese, sì a negoziati con Bruxelles
Redazione
14 anni fa

Il Consiglio federale è pronto a discutere con Bruxelles in merito all'imposizione delle imprese: ha infatti approvato oggi il mandato negoziale con l'Ue. Lo scopo è trovare una soluzione accettabile a livello internazionale che possa rafforzare la piazza imprenditoriale svizzera e mantenere in equilibrio i bilanci di Cantoni e Confederazione. Il mandato negoziale è stato approvato oggi anche dalla Conferenza dei governi cantonali (CdC) che si è riunita a Berna. Nelle prossime settimane il mandato approderà sui tavoli delle competenti commissioni parlamentari. Secondo l'Unione Europea, i regimi fiscali applicati dai alcuni Cantoni sono discriminatori dato che tassano in modo diverso gli utili delle imprese svizzere ed estere. Il problema è soprattutto dato dall'imposizione delle holding. Nel 2010, Bruxelles ha invitato la Svizzera a far suo il codice di condotta comunitario in materia di imposizione delle imprese. La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha però escluso che ciò avvenga. È però possibile che in futuro non ci siano più differenze per quanto riguarda l'imposizione delle imprese svizzere ed estere. In Svizzera, la Confederazione e i Cantoni hanno già costituito alcuni gruppi di lavoro per esplorare le differenti possibilità che saranno condotte parallelamente al dialogo con Bruxelles. Progetti concreti sono attesi per l'autunno. Il tempo però stringe: la Commissione europea avrebbe voluto che il dialogo iniziasse entro la fine di maggio. Alla prossima riunione dell'Ecofin (il Consiglio dei ministri europei dell'economia e delle finanze) l'esecutivo europeo dovrà presentare lo stato d'avanzamento dei negoziati con la Svizzera. Il commissario europeo che si occupa del dossier fiscalità, Algirdas Semeta, aveva recentemente affermato che la pazienza dell'Ue sta per finire. "Urgono risultati concreti", aveva in particolare affermato. ATS

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