
È positiva la crescente diffusione del lavoro a domicilio - il cosiddetto telelavoro - e il Consiglio federale non ritiene che ci sia bisogno di legiferare in materia. Lo rileva lo stesso governo in un rapporto in risposta a un postulato della consigliera nazionale Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG). Tuttavia - ammette il Consiglio federale - il telelavoro implica oneri organizzativi per il datore di lavoro e anche qualche rischio per i dipendenti perché sfuma la linea di demarcazione tra sfera privata e professionale in termini di spazio, tempo e vita sociale. Per avere successo il telelavoro va impiegato nelle situazioni più idonee in cui offre i maggiori vantaggi e vanno predisposte misure d'accompagnamento atte a prevenirne i rischi. Il governo non si esprime in merito all'adozione di misure per incentivare il telelavoro, ma si limita a illustrarne gli aspetti giuridici. Ad esso si applicano le disposizioni generali del diritto del lavoro: non esistono norme specifiche. L'esecutivo ritiene che vada appurata l'opportunità di estendere l'attuale normativa in materia di lavoro a domicilio. Pur constatando qualche lacuna nel diritto in vigore, giudica superfluo un intervento legislativo immediato; considera peraltro possibile regolare la materia a mezzo di contratti collettivi. Il telelavoro - si legge nel rapporto "Crescente mobilità sul posto di lavoro. Conseguenze giuridiche" - si è progressivamente diffuso dall'inizio del 21mo secolo. La limitata disponibilità di dati statistici non consente di appurare il numero preciso di persone che svolgono il loro lavoro su base regolare od occasionale al di fuori degli uffici. I vantaggi del telelavoro sono palesi: costi ridotti, maggiore produttività, motivazione migliorata grazie all'accresciuta autonomia del lavoratore, più flessibilità che permette di meglio conciliare lavoro e famiglia, nonché effetti benefici di natura ecologica e in termini di traffico. Il Consiglio federale conferma un'altra tendenza: è pressoché sparito il tradizionale lavoro a domicilio, che consisteva in particolare in attività artigianali.
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