
La vendita di 1300 tonnellate di riserve d'oro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) tra il 2000 e il 2005 è legata all'abolizione della parità aurea del franco svizzero. Quella annunciata di 250 tonnellate entro la fine di settembre 2009 mira invece a riequilibrare la composizione delle riserve monetarie della BNS. Il Consiglio federale è tornato oggi su queste transazioni in un rapporto redatto in risposta a un postulato del consigliere nazionale Luzi Stamm (UDC/AG). In esse il governo ricorda che la vendita delle 1300 tonnellate aveva fruttato circa 21 miliardi di franchi. Questa manna è stata attribuita nella misura dei 2/3 ai cantoni e di 1/3 alla Confederazione, che ha versato la sua parte al Fondo di compensazione dell'AVS. La vendita di 250 tonnellate di riserve d'oro dovrebbe fruttare 6,5 miliardi. Dopo questa transazione nei forzieri della BNS resteranno ancora 1040 tonnellate di metallo giallo. ATS
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