
Il dossier concernente i Gripen è nelle mani del parlamento. Il Consiglio federale ha trasmesso oggi al legislativo la sua proposta di acquistare 22 aerei da combattimento svedesi per un totale di 3,126 miliardi di franchi. Secondo il governo, il finanziamento dovrà essere effettuato attraverso un fondo speciale, ciò che permetterebbe il lancio di un referendum facoltativo. Il progetto di acquisizione dei Gripen E - un modello non ancora realizzato - suscita critiche da diversi mesi. A sinistra molte voci si oppongono a qualsiasi acquisto di aerei da guerra, mentre a destra molti si dicono delusi perché la scelta non è caduta sugli Eurofighter del consorzio europeo EADS o sui Rafale della francese Dassault, più "performanti" ma più costosi. Una sottocommissione del Consiglio nazionale segue da tempo il dossier. In agosto ha espresso critiche al governo per la sua scelta, ritenuta particolarmente rischiosa dal punto di vista politico, tecnico e finanziario. Dubbi anche sul calendario, a cui il ministro della difesa, Ueli Maurer, ha risposto con un accordo siglato con la Svezia, la cui validità è stata tuttavia messa in dubbio dalla stampa. Secondo Maurer, il prezzo non aumenterà e i Gripen saranno consegnati come previsto. La Svizzera riceverà il primo aereo nel 2018. Nel 2019 ne avrà 11, mentre i 10 restanti saranno forniti a Berna entro il 2021. Il velivolo avrà le caratteristiche richieste e non saranno necessari importanti adeguamenti. ATS
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