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Svizzera
CF: Gripen, dossier trasmesso al parlamento
Redazione
14 anni fa

L'acquisto dei Gripen è nelle mani del parlamento. Il Consiglio federale ha trasmesso oggi al legislativo la sua proposta per 22 aerei da combattimento svedesi dal costo totale di 3,126 miliardi di franchi. Secondo il governo, il finanziamento dovrà essere effettuato attraverso un fondo speciale, ciò che permetterebbe il lancio di un referendum facoltativo. Il popolo sarà sicuramente il più grande ostacolo da affrontare, ha affermato il ministro della difesa Ueli Maurer in conferenza stampa. Sarà necessario ricordare che ne va della sicurezza e della prosperità del Paese, ha aggiunto. Prima però, il consigliere federale si è detto pronto ad affrontare le critiche dei media, degli oppositori e del parlamento. L'idea di ricorrere a un fondo di finanziamento non piace infatti a tutti. A destra sono in molti a sperare di evitare una votazione popolare. Lo scorso anno, durante il dibattito sul finanziamento dell'esercito, il parlamento si era peraltro espresso contro le proposte che permettano la tenuta di uno scrutinio. Per alimentare il fondo, il Consiglio federale propone di attingere 300 milioni all'anno in media dal budget dell'esercito. Contrariamente a quanto chiesto dal parlamento, il governo desidera innalzare il tetto annuo delle spese da 4,4 a 4,7 miliardi e non a 5 miliardi. Resta l'incognita della decisione delle Camere. A loro sarà sottoposta una mozione che chiede di attenersi a 5 miliardi. Facendo notare che il governo può anche non allinearsi al parere del parlamento, Maurer ha riconosciuto che con meno fondi l'esercito non potrà fare tutto. Il finanziamento non è il solo punto controverso del dossier. È l'acquisto stesso a essere contestato. Il Gripen E - un modello non ancora realizzato - suscita critiche da diversi mesi. A sinistra molte voci si oppongono a qualsiasi acquisizione di aerei da guerra, mentre a destra molti si dicono delusi perché la scelta non è caduta sugli Eurofighter del consorzio europeo EADS o sui Rafale della francese Dassault, più "performanti" ma più costosi. Una sottocommissione del Consiglio nazionale segue da tempo il dossier. In agosto ha espresso critiche al governo per la sua scelta, ritenuta particolarmente rischiosa dal punto di vista politico, tecnico e finanziario. Dubbi anche sul calendario, a cui Maurer ha risposto con un accordo siglato con la Svezia, la cui validità è stata tuttavia messa in dubbio dalla stampa. ATS

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