
I residui di glifosato rilevati in Svizzera sono molto esigui "e dunque innocui per la salute". È quanto afferma il Consiglio federale rispondendo oggi a una mozione del gruppo parlamentare dei Verdi che chiede di vietare l'uso di questo controverso erbicida almeno fino al 2022. Tutte le perizie condotte sin dal 2015 hanno dimostrato che, se impiegato come prescritto, il glifosato non pone alcun rischio per l'uomo, rileva il governo. Soltanto nell'ipotesi irrealistica di un consumo giornaliero di 71 kg del campione maggiormente contaminato ci si dovrebbero attendere effetti collaterali nocivi per la salute. Secondo il governo, un divieto sarebbe problematico per diversi motivi. Per molti campi di applicazione, l'unica alternativa di lotta possibile è data da processi meccanici o termici, più dispendiosi dal profilo energetico e lavorativo. Per l'esecutivo va considerato anche che "il glifosato non è tossico per gli organismi acquatici e finora non se ne sono rilevate tracce nelle falde acquifere da cui si ricava l'acqua potabile". Il tema è controverso ed è dibattuto anche a livello europeo. Una settimana fa gli Stati membri dell'UE non sono riusciti a trovare un accordo sulla proroga di cinque anni da accordare alla licenza per questo erbicida, classificato nel 2015 dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come "probabilmente cancerogeno".
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