
Il Consiglio federale vuole applicare lo scambio di informazioni fiscali secondo lo standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) anche alle convenzioni per evitare la doppia imposizione (CDI) che non sono ancora state adeguate a tale modello. Dovrà però valere il principio della reciprocità. Il governo ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di preparare un progetto in tal senso. L'OCSE ha presentato proprio giovedì scorso uno standard internazionale per lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale. Lo scopo del nuovo modello è che i Paesi ottengano informazioni da banche e altri fornitori di servizi finanziari e li scambino automaticamente con altri Stati a scadenza annuale. Il Consiglio federale potrebbe adottarlo in tempi relativamente brevi. Lo standard, che per ora però prevede lo scambio di informazioni solo su richiesta, è già stato applicato alle 45 tra CDI e accordi sullo scambio di informazioni fiscali con altri Stati conclusi dalla Svizzera a partire dal 2009. Di queste 45 intese, 36 sono in vigore. Con la decisione odierna, il governo vuole applicare "unilateralmente" il modello a tutte le CDI che non soddisfano ancora l'attuale standard internazionale (scambio su richiesta). In questo modo l'intera rete svizzera di CDI potrebbe in tempi brevi essere adeguata allo standard internazionale, indica un comunicato del Dipartimento federale delle finanze (DFF). L'estensione alle altre convenzioni avverrà "a condizione però che sia rispettato il principio della reciprocità": gli Stati partner devono pure poter scambiare con la Svizzera informazioni fiscali su richiesta. Inoltre il Consiglio federale intende salvaguardare la protezione dei dati e il principio di specialità (che prevede che le informazioni devono essere utilizzate esclusivamente ai fini previsti dall'accordo concluso tra gli Stati contraenti). Con la decisione odierna il governo fa propria la richiesta contenuta in una mozione del consigliere nazionale Ruedi Noser (PLR/ZH) dello scorso dicembre. Altri Stati come il Belgio o Singapore hanno adeguato la loro intera rete di CDI allo standard internazionale nello stesso modo previsto dal governo. Con questo progetto, con la Convenzione multilaterale dell'OCSE e del Consiglio d'Europa sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale firmata il 15 ottobre 2013 e con il proseguimento dei lavori di revisione delle CDI "il Consiglio federale sottolinea la sua volontà di attuare rapidamente lo standard dell'OCSE sull'assistenza amministrativa in materia fiscale", scrive il DFF.
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