Cerca e trova immobili
Svizzera
CF favorevole a ricorso contro sentenza TAF su FINMA-UBS
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio federale è favorevole a un ricorso della FINMA alla suprema corte di Losanna dopo la recente sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF), che ha giudicato priva di base legale la trasmissione agli Stati Uniti, da parte della stessa Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, di circa 300 dossier di clienti UBS. Si otterrebbe così dal Tribunale federale un parere giuridico ulteriore, ha detto oggi la presidente della Confederazione Doris Leuthard, dopo che l'esecutivo ha proceduto a una prima analisi della sentenza. La consigliera federale ha sottolineato che nella sua sentenza il TAF non mette in discussione il pericolo acuto che gravava all'epoca - ossia tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 - sull'UBS e sulla piazza economica svizzera, e neppure l'enorme pressione cui erano sottoposti sia il governo che la FINMA. Il TAF ha tuttavia costatato che la base legale utilizzata dalla FINMA per consegnare i documenti - ossia gli articoli 25 e 26 della Legge federale sulle banche - non era sufficiente. Solo il Consiglio federale poteva ordinare la trasmissione dei dati mediante il ricorso al diritto di necessità stabilito dalla Costituzione federale (art. 184). Questa sentenza fornisce un chiarimento benvenuto sulle competenze dell'autorità di vigilanza nelle situazioni di necessità, "da accogliere in ogni caso favorevolmente", ha precisato la Leuthard. La ministra dell'economia ha ripercorso le varie tappe della vicenda. In particolare si è soffermata sulla riunione del 16 dicembre 2008, quando la vertenza tra UBS e gli Stati Uniti ha subito una forte accelerazione con la minaccia da parte dei Dipartimento americano di giustizia di adottare misure coercitive nei confronti della banca. Secondo il governo e la FINMA era in gioco l'esistenza stessa della banca. Durante quella seduta, ha precisato, sono state studiate le possibili varianti: un ricorso al diritto di necessità, oppure la consegna dei documenti da parte della FINMA sulla base della legge federale sulle banche. Durante quella seduta sono stati formulati vari pareri giuridici, preparati da varie istanze, in primis la FINMA, ha dichiarato Doris Leuthard. La ministra ha ammesso che si è trattato forse di un errore non ricorrere al diritto di necessità, ma ha anche sottolineato le forti critiche piovute addosso al governo quando l'esecutivo nell'ottobre 2008 aveva fatto ricorso a questa sua competenza costituzionale per salvare UBS. La presidente della Confederazione ha sottolineato la lentezza delle procedure d'assistenza amministrativa e l'impazienza crescente degli Stati Uniti in questa vicenda: "Questo ci ha obbligati ad agire". Il 18 febbraio il governo ha quindi preso atto della trasmissione da parte della FINMA di dati di clienti americani sui quali gravava un sospetto di frode fiscale. La FINMA e il governo erano convinti che solo la consegna di queste informazioni avrebbe potuto preservare UBS da misure drastiche che avrebbero messo in pericolo la piazza economica svizzera, ha dichiarato la Leuthard. A proposito della possibile costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla vicenda, la presidente della Confederazione ha detto di non volersi esprimere su un oggetto di competenza del parlamento. Circa invece i chiarimenti richiesti da una sottocommissione della Gestione, che entro marzo 2010 dovrà consegnare un rapporto sull'operato del Consiglio federale in relazione alla crisi bancaria e alla consegna di dati di clienti UBS, la Leuthard ha risposto che il Consiglio federale non intende intralciare il lavoro dei commissari. La ministra ha precisato tuttavia di temere indiscrezioni, specie se i documenti dovessero essere inviati alla commissione, invece che consultati sul posto. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata