
Il progetto d'applicazione dell'iniziativa popolare per l'espulsione dei criminali stranieri è finalmente pronto per essere inviato in consultazione. Due le varianti proposte oggi dal Consiglio federale per l'attuazione della controversa iniziativa dell'UDC: la prima prevede che l'automatismo dell'espulsione venga limitato, la seconda no. Il Consiglio federale sostiene solo la prima variante inviata in consultazione. Questa prevede l'espulsione automatica solo in caso di gravi reati a sfondo sessuale o violento e lo integra con i crimini gravi contro il patrimonio. Il giudice è in linea di massima obbligato a decretare l'espulsione se si tratta di un reato contemplato dal catalogo, ma solo se infligge una pena detentiva superiore ai sei mesi. Esiste però un'eccezione: l'espulsione non può avvenire se comporta una grave violazione dei diritti umani. La seconda variante corrisponde a quella che il comitato d'iniziativa ha presentato al gruppo di lavoro. Qui il catalogo di reati che portano all'espulsione è molto ampio e concerne anche crimini e delitti di poca gravità, come le lesioni semplici. Il giudice è inoltre obbligato a decretare l'espulsione dal territorio svizzero e ciò senza tener conto della pena effettivamente pronunciata. Di conseguenza - sottolinea il governo - uno straniero potrebbe essere espulso anche se il giudice rinuncia a infliggere una pena. La prima variante, contrariamente a quella sostenuta dagli iniziativisti, ha il vantaggio di rispettare in larga misura gli obblighi internazionali relativi ai diritti umani. Nessuna delle due opzioni - precisa l'esecutivo - permette invece di rispettare appieno gli obblighi internazionali derivanti dall'accordo di libera circolazione concluso con l'Unione europea. Lo stesso prevede infatti esplicitamente l'esame del singolo caso, cosa che non è compatibile con le nuove norme costituzionali. Il 25 aprile scorso il governo aveva incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare una terza variante d'applicazione. Oggi, dopo aver preso atto del suo contenuto, ha deciso di non darle seguito, poiché troppo simile al controprogetto all'iniziativa, respinto in votazione popolare. L'iniziativa è stata approvata nel novembre 2010 dal 52,9% dei votanti e da 17,5 cantoni (tutti gli svizzero-tedeschi più Ticino e Vallese). Essa chiede di espellere gli stranieri colpevoli di omicidio, rapina, traffico di esseri umani, stupri e altri reati violenti. Dovrebbero andarsene anche coloro che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni dell'assistenza sociale o di assicurazioni sociali. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

