
La Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e le decisioni prese da vari tribunali su questa base hanno rafforzato lo Stato di diritto e la protezione delle libertà individuali delle persone giudicabili in Svizzera. Il Consiglio federale ne è più che mai convinto ed esclude di denunciare la CEDU. Una denuncia nuocerebbe gravemente alla credibilità politica della Svizzera e la escluderebbe automaticamente dal Consiglio d'Europa. Inoltre, il catalogo dei diritti fondamentali e di altri obblighi internazionali resterebbe in vigore, garantendo diritti ampiamente identici a quelli della CEDU. È quanto rileva il governo oggi, rispondendo a un'interpellanza di Toni Brunner (UDC/SG). Il presidente dell'UDC ha recentemente citato la possibilità che il suo partito lanci un'iniziativa popolare affinché Berna denunci la Convenzione. La Svizzera è stata recentemente bacchettata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo: dapprima sul rinvio di un trafficante di droga nigeriano e, successivamente, sulla sua legislazione sull'eutanasia. Toni Brunner teme il rischio che le sentenze della Corte di Strasburgo possano mettere in scacco o influenzare le decisioni prese dal popolo e dal Parlamento. Rimprovera ai giudici europei di dettare sempre più alla Svizzera la propria legislazione. Dal 1974 alla fine del 2012, la Corte europea ha constatato violazione della CEDU da parte della Svizzera soltanto in 87 casi su 5502 richieste (1,6%), precisa il Consiglio federale. Il Tribunale federale (TF) ha sempre applicato queste sentenze. Inoltre, sin dall'inizio ha tenuto conto di questa giurisprudenza per lo sviluppo della sua pratica. Secondo la giurisprudenza del TF, in caso di conflitto, le norme internazionali di protezione dei diritti dell'uomo hanno la precedenza sulle leggi federali. In ogni messaggio su un progetto di legge, su questo fatto il Parlamento è reso attento in modo concreto. La nuova Costituzione federale del 1999 si ispira inoltre ampiamente alla CEDU. Il governo ricorda infine che il sistema di controllo della CEDU sta per essere riformato. Tra le modifiche previste figura l'esplicita citazione del potere di apprezzamento degli Stati che ne fanno parte e del principio della sussidiarietà. ATS
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