
Dal 2010, ogni milite dovrebbe poter depositare la propria arma presso un centro ad hoc, senza spese, né un motivo particolare. Colui che desidera conservare l'arma personale alla fine degli obblighi militari dovrebbe presentare un permesso d'acquisizione. Queste misure rientrano nel pacchetto che il ministro della difesa Ueli Maurer intende sottoporre al Consiglio federale. Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha reso noto stamani che, in procedura di consultazione, le possibilità di migliorare il dispositivo per lottare contro i drammi legati all'uso d'armi militari sono state accolte positivamente dai cantoni e dalle associazioni. Tra le altre misure figurano la valutazione approfondita dei rischi potenziali presentati da coloro che sono tenuti a compiere il servizio militare e l'obbligo per i quadri di annunciare i militi suscettibili di ricorrere alla violenza o al suicidio. Autorità, medici civili, psichiatri, psicologi dovranno pure essere tenuti a segnalare le persone il cui atteggiamento lascia intuire la possibilità di un atto inconsulto. In merito ai giovani tiratori, essi potranno portare a casa il fucile d'assalto ricevuto in prestito, ma solo se hanno compiuto 18 anni. Inoltre, l'arma non dovrà avere la culatta. In questo modo - secondo il DDPS - si tiene conto del fatto che le società di tiro non dispongono sempre di locali appropriati dove depositare in modo sicuro le armi in prestito. ATS
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