
Chi salva documenti o altre informazioni sulle cosiddette "nuvole" digitali, usufruendo di servizi quali quelli offerti da Google, Facebook o Twitter, deve contare sul fatto che i dati possono finire in mano ad autorità estere. Lo afferma il Consiglio federale rispondendo a un'interpellanza del consigliere nazionale Jean Christophe Schwaab (PS/VD). Schwaab chiedeva lumi sulle conseguenze del FISA (Foreign Intelligence and Surveillance Act), la legge americana che permette alle autorità statunitensi di accedere ad informazioni su stranieri. Il governo dice di non essere a conoscenza di casi concreti in cui siano stati violati i diritti di cittadini svizzeri. L'esecutivo non esclude peraltro la possibilità di trovare un accordo con alcuni stati per limitare al massimo le violazioni della sfera privata e il tema sarà anche trattato nell'ambito della revisione della legge sulla protezione dei dati. Comunque "chi utilizza reti sociali deve essere cosciente dei relativi rischi", afferma il Consiglio federale. Fa parte del normale modus operandi dei servizi segreti la raccolta di informazioni senza che le persone interessate ne vengano a conoscenza. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

