
Le casse pensioni in difficoltà di cantoni e comuni avranno tempo 40 anni per raggiungere un grado di copertura del 100%. Lo prevede il messaggio sulla revisione della Legge sulla previdenza professionale adottato oggi dal Consiglio federale. In un primo momento, il governo proponeva un lasso di tempo di 30 anni, ma poi ha dovuto allungare questo termine di 10 anni in seguito alle critiche emesse in procedura di consultazione. Il lasso di tempo maggiore tiene conto dei costi dell'operazione connessi alla ricapitalizzazione delle casse pensioni legate ai poteri pubblici. Fino alla ricapitalizzazione completa, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell'interno (DFI), la casse pensioni dei funzionari pubblici potranno continuare ad essere gestite in funzione di obiettivi di copertura differenziati. Tuttavia, per poterlo fare dovranno disporre di una garanzia statale e aver sottoposto il rispettivo piano di finanziamento all'autorità di sorveglianza competenze. Esse dovranno inoltre essere in grado di coprire al 100% le rendite dovute, come anche le prestazioni di rischio e di uscita. Se non dovessero riuscirci, dovranno adottare misure di risanamento - riduzione temporanea delle rendite o aumento dei contributi - come le casse di diritto privato. Sovente, buona parte degli istituti cantonali e comunali di previdenza non assicurano una capitalizzazione integrale, poiché godono della garanzia dello Stato. Per l'esecutivo non vi sono più motivi per privilegiare le casse pubbliche rispetto a quelle private. In futuro gli istituti di previdenza delle corporazioni di diritto pubblico (IPDP) dovrebbero essere autonomi dal punto di vista giuridico, organizzativo e finanziario. In questo modo si intende ridurre l'influenza degli enti pubblici sugli IPDP e rafforzare lo statuto dell'organo supremo, indica la nota del DFI. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

