
Occorre rafforzare la cooperazione internazionale affinché non si ripeta una situazione come quella scaturita dalla recente interruzione della linea ferroviaria a Rastatt, in Germania. È quanto afferma il Consiglio federale, rispondendo a tre interpellanze sul tema depositate dai consiglieri nazionali Fabio Regazzi (PPD/TI), Josef Dittli (PLR/UR) e Martina Munz (PS/SH). In una nota odierna, l'esecutivo assicura di volersi adoperare per rafforzare organi internazionali come il Comitato esecutivo, composto da rappresentanti dei ministeri dei trasporti, e il Comitato di gestione, i cui membri sono i gestori dell'infrastruttura. Il Consiglio federale intende poi far sì che nel Comitato direttivo svizzero-germanico del traffico ferroviario siano rappresentati i quadri dei gestori dell'infrastruttura e delle imprese di trasporto ferroviario. "Le attuali disposizioni per la definizione di percorsi alternativi e per la gestione del traffico in caso di perturbazioni si sono dimostrate insufficienti a fronteggiare l'interruzione", rileva. Secondo l'esecutivo, dopo un attento esame della situazione, occorre imprimere un'accelerazione ai lavori di ampliamento sui corridoi, attuare l'armonizzazione tecnica secondo gli standard europei e migliorare la gestione transfrontaliera delle crisi da parte dei gestori dell'infrastruttura e delle imprese di trasporto ferroviario. Il governo non ritiene invece che l'incidente avrà conseguenze sul trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia. Il blocco, protrattosi dal 12 agosto al 2 ottobre, sull'asse nevralgico tra il nord e il sud dell'Europa ha avuto conseguenze sensibili sul traffico delle merci. Durante l'interruzione, causata da un cedimento del terreno, è stato organizzato il transito su itinerari sostitutivi di 84 treni in media al giorno. È pure stato approntato un trasporto fluviale sul Reno, molte merci sono transitate su strada e, per i passeggeri, sono stati predisposti bus sostitutivi. La chiusura ha avuto come ripercussione anche una crescita dei camion in transito attraverso la Svizzera: aumentati del 6% in agosto al San Gottardo su base annua e del 7% al San Bernardino, secondo i dati dell'Ufficio federale delle strade.
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