
Occorre tener maggiormente conto del bene dei figli, che per crescere armoniosamente hanno bisogno di entrambi i genitori. In futuro quindi l'autorità parentale congiunta sarà la regola in caso di genitori divorziati o concubini. Lo prevede la revisione del Codice civile (CC) che il Consiglio federale ha posto oggi in consultazionefino al 30 aprile. Per i genitori divorziati la revisione del CC prevede che l'autorità parentale sia mantenuta per legge anche dopo il divorzio. Essi hanno l'obbligo di sottoporre al giudice le loro proposte relative alla cura del figlio e alla ripartizione delle spese di mantenimento. Il giudice può tuttavia, d'ufficio o su domanda di un genitore o di entrambi, attribuire l'autorità parentale al padre o alla madre, tenendo conto dell'interesse del figlio. Per i genitori non uniti in matrimonio, la revisione prevede soluzioni differenti a seconda della filiazione. In caso di riconoscimento del figlio da parte del padre l'autorità parentale è affidata per legge a entrambi i genitori. In caso di disaccordo possono rivolgersi all'autorità di protezione dei minori. Su richiesta di entrambi o di uno dei genitori, il giudice può tuttavia affidare l'autorità unicamente a uno di essi. In assenza di riconoscimento da parte del padre, l'autorità parentale spetta alla madre. Se la filiazione paterna risulta da un'azione di paternità, l'autorità parentale è affidata unicamente alla madre. Il padre può tuttavia chiedere al giudice l'attribuzione dell'autorità congiunta, a patto che ciò sia compatibile con il bene del figlio. ATS
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