
Il Consiglio federale ha deciso oggi di rinunciare al progetto di norma penale per regolamentare l'assistenza al suicidio. Il governo preferisce continuare a promuovere la prevenzione dei suicidi e le cure palliative. Nel mese di settembre dello scorso anno, il Consiglio federale aveva chiesto al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di rielaborare il progetto. Di fronte alle controversie emerse nel corso della procedura di consultazione, aveva assicurato che non intendeva vietare l'assistenza al suicidio, ma elaborare una norma penale per regolamentare la materia. Oggi il governo è giunto alla conclusione che la disposizione prevista "concretizzerebbe semplicemente gli obblighi che già risultano dal diritto vigente". In base a quest'ultimo, la persona che desidera morire deve essere capace di intendere e volere e sufficientemente informata affinché l'assistenza al suicidio sia considerata lecita. Una modifica della legge avrebbe comportato anche alcuni rischi, spiega il Consiglio federale. In particolare avrebbe legittimato ufficialmente le organizzazioni di assistenza al suicidio, il che avrebbe potuto costituire un incentivo a ricorrere ai loro servizi. Inoltre avrebbe trovato scarsa approvazione nelle cerchie mediche. ATS
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