
Il Consiglio federale conferma: il principio della protezione del benessere degli animali va sancito nella Costituzione, ma non come proposto dall’iniziativa popolare “No all’allevamento intensivo in Svizzera”, che va pertanto respinta.
Nel licenziare il messaggio sulla proposta di modifica costituzionale e sul relativo controprogetto diretto, il governo afferma di “considerare importante il benessere degli animali”. L’iniziativa va però bocciata, non da ultimo perché il diritto in materia di protezione degli animali attualmente in vigore già vieta l’allevamento intensivo.
Come già spiegato oltre un anno fa, l’esecutivo ritiene che l’iniziativa vada troppo oltre per quanto riguarda gli standard di produzione biologica privati. La loro estensione alle importazioni sarebbe per di più incompatibile con gli accordi commerciali e molto difficile da attuare, fa notare il governo.
Come detto, il governo condivide tuttavia l’obiettivo principale dell’iniziativa - lanciata dalla Fondazione Franz Weber - e intende aumentare i requisiti minimi per tutti gli animali da reddito per quanto riguarda la stabulazione, le uscite all’aperto e la macellazione.
Il controprogetto prevede che il bestiame possa vivere in stalle a stabulazione libera o uscire all’aperto durante il giorno se la stabulazione è fissa. I suini dovranno obbligatoriamente avere a disposizione un’area di riposo con lettiera per migliorare la resistenza alle malattie e ridurre l’uso di medicinali. Per quanto riguarda la macellazione, si dovrà impedire che gli animali provino dolore, soffrano o abbiano paura.
Il testo governativo prevede inoltre che il principio incluso nella Costituzione sia esteso a tutti gli animali, non solo quelli a scopo agricolo come auspicato dall’iniziativa. Il dossier passa ora nelle mani del Parlamento.
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