
Il Consiglio federale ha approvato oggi l'accordo con l'Unione europea per la partecipazione ai programmi europei di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS. Il governo, dopo aver preso atto dei risultati della procedura di consultazione, ha trasmetto alle Camere il messaggio relativo all'intesa, che comprende una revisione della legge sul controllo dei beni a duplice impiego. I costi annuali per la Confederazione ammontano a 34 milioni di franchi. Galileo ed EGNOS sono stati lanciati a metà degli anni Novanta dall'UE e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per trovare un'alternativa al GPS americano. Galileo è un sistema di navigazione composto da 30 satelliti e da specifiche installazioni terrestri. EGNOS, invece, è un sistema regionale operativo da marzo 2011 che ha lo scopo di migliorare la precisione e l'affidabilità dei segnali trasmessi dai satelliti. I due sistemi sono riuniti sotto la sigla GNSS. Durante la procedura di consultazione sono emersi soprattutto commenti positivi. Solo l'UDC si è opposta nettamente all'accordo. I democentristi valutano problematica la possibilità di accedere al Public Regulated Service (PRS), un servizio governativo criptato voluto dall'Ue che ha delle componenti militari e di polizia, e che entrerebbe quindi in conflitto con la neutralità elvetica. L'accordo approvato oggi consente alla Svizzera l'accesso a tutti i segnali e la presenza nei relativi consessi. In compenso, la Confederazione parteciperà al finanziamento dei costi annuali con un contributo di circa 27 milioni di euro (pari a circa 34 milioni di franchi), determinato in base a un calcolo sul PIL, si legge in un comunicato del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). L'intesa sarà firmata il 18 dicembre a Bruxelles, e verrà applicata in via provvisoria fino alla sua entrata in vigore ufficiale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

