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Svizzera
CF: 10 miliardi a FMI, referendum convenzioni doppia imposizione
Redazione
17 anni fa

La Svizzera dovrebbe partecipare con un importo massimo di dieci miliardi di dollari all'aumento del capitale del Fondo monetario internazionale (FMI). Il Consiglio federale ha peraltro chiesto che la prima convenzione di doppia imposizione rinegoziata dopo l'allentamento del segreto bancario e le nuove disposizioni sull'assistenza amministrativa sia sottoposta a referendum facoltativo. Il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, al termine della seduta speciale "di clausura" dedicata alla piazza finanziaria elvetica, si è rivolto alla stampa affermando che la Svizzera ha tutto l'interesse nel fare in modo che la crisi finanziaria ed economia sia superata in tempi brevi. Il sistema finanziario internazionale va quindi stabilizzato e rafforzato in modo duraturo. Aprendo una linea di credito di 10 miliardi di dollari, la Svizzera vuole dimostrare di assumere le "proprie responsabilità a livello internazionale". Il Dipartimento federale delle finanze è stato così incaricato di elaborare un messaggio. La decisione sull'aumento del credito, fissato attualmente dalla legge sull'aiuto monetario a 2,5 miliardi di franchi, spetterà al parlamento che si esprimerà nella sessione speciale in programma a fine mese. I crediti concessi al FMI sarebbero rimunerati secondo i tassi d'interesse del mercato e fungerebbero da riserve ufficiali alle quali la BNS potrà attingere in caso di necessità. Per quel che concerne il futuro, la Svizzera chiede di essere associata in misura maggiore ai lavori dell'OCSE e del G20, ha detto Merz. Il governo vuole evitare di ritrovarsi davanti al fatto compiuto come nel caso delle liste nera, grigia e bianca dei paradisi fiscali. Durante la seduta speciale, il governo si è occupato anche delle rinegoziazioni delle convenzioni di doppia imposizione (CDI). Salvo sorprese, solo la prima convenzione rinegoziata sarà sottoposta a referendum facoltativo mentre le altre lo saranno solo se il loro contenuto non sarà conforme a quello delle CDI rivedute già concluse. Finora, le CDI sono state sottoposte a referendum facoltativo unicamente se prevedevano nuovi impegni per la Svizzera. L'ultima parola spetterà in ogni caso alle Camere federali: la decisione se sottoporre o meno a referendum facoltativo le CDI rinegoziate è infatti di loro competenza. Il primo CDI modificato che approderà in parlamento sarà probabilmente quello con il Giappone. Il consigliere federale ha peraltro confermato che le discussioni con gli Stati Uniti inizieranno il 28 aprile a Berna. Finora i paesi che hanno chiesto una modifica degli accordi di doppia imposizione sono 14, ha aggiunto Merz. L'adeguamento del segreto bancario agli standard dell'OCSE avrà ripercussioni anche sulla politica fiscale dei cantoni, ha affermato il Consiglio federale. Per questo motivo la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze verrà coinvolta nelle discussioni sulla cooperazione internazionale in questioni fiscali, e in particolare in merito ai negoziati sui CDI. Il Consiglio federale ha infine comunicato che la Svizzera ha ottenuto un secondo seggio nel Financial Stability Board (l'ex Financial Stability Forum), organo che si impegna a favore della stabilità finanziaria internazionale. ATS

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