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Svizzera
Certificato Covid per tutti entro fine mese
Keystone-ats
5 anni fa
Lo ha annunciato il Consiglio federale: il pass sarà compatibile con quello europeo. Segui la conferenza stampa in diretta

Entro fine mese sarà disponibile per tutti il certificato COVID, sotto forma cartacea o elettronica. Lo ha annunciato oggi il Consiglio federale in conferenza stampa, secondo quanto previsto dall’ordinanza sui certificati COVID, che costituisce la base legale per l’emissione degli stessi, adottata oggi dal Governo. Il documento, elaborato nel rispetto della protezione dei dati e compatibile con quello dell’Ue, potrà essere rilasciato per le persone vaccinate, guarite o testate anche in farmacie o studi medici.

L’ordinanza entra in vigore lunedì prossimo, 7 di giugno. Da quel momento il sistema di certificazione sarà introdotto gradualmente ed entro fine giugno sarà operativo in tutta la Svizzera. L’ordinanza, che si basa sulla legge COVID-19, non prevede nulla in merito alle circostanze in cui deve essere esibito un certificato COVID, ad esempio per partecipare a una manifestazione, né la conseguente eventuale revoca di restrizioni, precisa una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF).

Cartaceo e elettronico
L’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) istituisce un sistema per l’emissione e la verifica dei certificati COVID. I certificati, emessi in formato cartaceo ed elettronico, contengono le informazioni necessarie sotto forma sia di testo leggibile senza mezzi ausiliari sia di codice QR al fine di impedire la loro falsificazione.

Sono inoltre corredate di una firma elettronica della Confederazione, che consente una verifica sicura del certificato, durante la quale non vengono trasmessi né salvati dati personali.

Per verificarne il livello di sicurezza, i sistemi per i certificati COVID sono attualmente sottoposti, nell’ambito di un test pubblico di valutazione, a un test di robustezza eseguito da esperti e persone interessate.

Il ruolo dei Cantoni
I Cantoni definiscono le istituzioni del settore sanitario che potranno emettere certificati COVID e designano come emittenti personale specializzato (nei centri di vaccinazione e centri di test, negli ospedali e studi medici, nelle farmacie ecc.) che provvederà all’emissione dei certificati su richiesta delle persone vaccinate, guarite o testate e risultate negative.

La Confederazione mette a disposizione un sistema per l’emissione, la verifica e la revoca dei certificati COVID, che permette la connessione ai sistemi informatici esistenti (ad es. i sistemi usati nell’ambito della vaccinazione e dei test) in modo che sia possibile anche emettere certificati digitali. Essa coadiuva i Cantoni nell’introduzione della soluzione e dei relativi adeguamenti a livello organizzativo.

Conservazione e verifica
Il sistema comprende in particolare l’applicazione “COVID Certificate” per la conservazione e l’applicazione “COVID Certificate Check” per la verifica dei certificati. Entrambe saranno messe gratuitamente a disposizione negli app store ufficiali di Google e Apple.

Grazie all’applicazione “COVID Certificate”, i titolari di un certificato potranno avere con sé la versione digitale ed esibirla in qualsiasi momento. Il certificato COVID che si trova nell’applicazione è equiparato a quello in formato cartaceo.

Con l’applicazione “COVID Certificate Check” è possibile verificare i certificati COVID su carta o nell’applicazione “COVID Certificate”: la persona che effettua la verifica può visualizzare soltanto il nome, il cognome, la data di nascita e l’indicazione della validità del certificato COVID.

Protezione dei dati e compatibilità
Il sistema per l’emissione di certificati che l’UFIT mette a disposizione tiene conto degli aspetti legati alla protezione dei dati. I dati personali non sono salvati a livello centrale dall’Amministrazione federale e quelli necessari per la firma elettronica del certificato vengono cancellati dal sistema della Confederazione non appena il certificato è stato generato e trasmesso.

Inoltre, la soluzione elvetica è compatibile con il sistema dell’Ue, ossia il “certificato digitale COVID dell’UE”, e permette il riconoscimento reciproco dei certificati.

Fine della conferenza stampa

Domanda: le tempistiche possono essere un problema per Ticino e Vallese, dove le vacanze cominciano prima?
Lindemann:
“Siamo coscenti del problema e siamo in contatto con i governi cantonali per riuscire a consegnare il certificato Covid per tempo”.

Domanda: È possibile che l’Unione Europea non accetti il pass Covid Svizzero, specie dopo il rifiuto dell’accordo quadro?
Lindemann:
“Non c’è rischio che l’UE rifiuti il certificato”. Maurer: “Il certificato non è una questione politica, non c’è motivo per cui l’UE non lo riconosca”.

Domanda: Maurer mesi fa ha detto che si sarebbe vaccinato solo una volta. Ha cambiato idea?
Maurer:
“Se questo la tranquillizza, sappia che ora sono stato vaccinato due volte”.

Domanda: Non avete paura che lasciando l’autorità ai cantoni ci saranno problemi di compatibilità? Riuscirete a emetterli in tempo?
Maurer:
“Abbiamo informato tutti i direttori sanitari la scorsa settimana. Supponiamo che funzionerà. Ovviamente però ci sono 3 milioni di persone vaccinate e sono tutte in attesa del certificato di vaccinazione”.”.

14:17 - “Fino a 7 milioni di certificati in 48 ore”
“Questa la capacità del sistema. Inoltre si sta valutando anche l’integrazione delle applicazioni specialistiche dei medici, quindi i medici potrebbero elaborare i documenti necessari direttamente tramite l’app. Ma i lavori non sono ancora terminati. Dal 14 giugno anche i guariti potranno ottenere un certificato via app. Il codice dell’app è open source”.

14:13 - La durata del certificato
“Il pass è valido per 180 giorni dopo la vaccinazione, per 180 giorni per i guariti, a partire dall’11 giorno di guarigione, 72 ore per i test pcr negativi. Test rapidi e fai da te non valgono”.

14:11 - “Come si riceve un certificato?”
“Le persone completamente vaccinate, con due dosi, saranno informate e potranno fare domanda al loro cantone per ottenere il Covid pass, attraverso l’applicazione. In certi cantoni queste domande sono effettuate automaticamente. Le persone guarite potranno richiedere lo stesso certificato, che verrà emanato dalle autorità. Di questa procedura si prendono carico i cantoni”.

14:10 - “L’applicazione da settimana prossima”
“Sarà scaricabile da google e app store. Il certificato è sempre controllato accanto a un documento di identità, per provare la propria identità”.

14:08 - Il funzionamento del Covid Pass
“Ci sarà una versione cartacea, tramite Pdf, in modo che anche chi non ha uno smartphone possa utilizzarlo. Presenta un codice QR con la firma della confederazione che non può essere falsificato. Non c’è differenza tra certificato cartaceo e digitale. Il codice QR garantisce di verificare le informazioni senza che queste siano inviati a terzi, per garantire la Privacy. Ci sono tre componenti: il primo luogo l’emissione informatica del certificato, poi il certificato cartaceo via app, e infine un meccanismo eletronico di verifica del certificato. Sul documento appare solo il nome, il cognome e la data di nascita della persona”.

14:07 - Parla Lindenmann dell’UFIT

14:04 - “Soluzione compatibile con l’UE, gratuita e volontaria”
“Consentirà quindi ai cittadini di interagire con lo spazio Schengen. L’ordinanza entra in vigore lunedì prossimo ma al momento questa soluzione non è ancora impiegata, nel tempo i certificati diverranno disponibili per chiunque lo desideri. Ribadisco che la soluzione è gratuita e volontaria, non esiste obligatorietà”.

14:02 - “L’obbiettivo è chiaro: garantire libertà di movimento”
“Stiamo rispettando un calendario, e continueremo a procedere in questo modo. Il motivo per cui l’UFIT si è preso in carica lo sviluppo è per via della tabella di marcia serrata, che necessita competenze specifiche e collaborazione con l’ufficio della protezione dei dati. Ci siamo organizzati sulla base dei passati problemi informatici e ora abbiamo un alto livello di sviluppo”.

14:00 - Parla Maurer

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