
Dopo l’esitazione, ora l’accelerazione. Il Consiglio federale, infatti, contrariamente a quanto dichiarato la scorsa settimana, domani dovrebbe decidere di introdurre l’obbligo del certificato Covid in alcuni e precisi ambiti tra cui ristoranti, cinema o piscine. Questa mattina il consigliere federale Alain Berset ha presentato la misura al Consiglio federale che verrà presentata verosimilmente in conferenza stampa – salvo resistenze previste solo da Parmelin e Maurer – mercoledì pomeriggio. Insomma, sembra che da lunedì prossimo (13 settembre) chiunque andrà a teatro, al ristorante, nei centri fitness o al museo dovrà esibire il certificato Covid. Inoltre fonti di Berna, riportate dal Blick.ch, spiegano che il certificato “potrebbe essere utilizzato anche sul posto di lavoro”. Berset vuole andare oltre: chiunque voglia volutamente entrare in un ristorante o in un cinema con un certificato falso o di terzi dovrebbe pagare una multa di 100 franchi. È quanto riporta la “NZZ” riferendosi a fonti dell’amministrazione federale.
Estensione interessa un quarto della popolazione
Solo un quarto dell’intera popolazione sarebbe effettivamente toccato da una possibile estensione dell’obbligo di certificato. Lo ha dichiarato oggi Marius Brülhart, membro della Task Force Covid-19 del Consiglio federale, durante il tradizionale incontro coi media per fare il punto sulla situazione pandemica in Svizzera. Le persone vaccinate, guarite o che hanno meno di 16 anni non sarebbero interessate dall’estensione del certificato obbligatorio. Si tratta dei tre quarti della popolazione, ha specificato Brülhart. Una decisione al riguardo è attesa per domani, quando si riunirà il Consiglio federale. Quest’ultimo si è dato una settimana supplementare di tempo per decidere: la decisione su un’eventuale estensione era attesa per mercoledì scorso. Il certificato potrebbe diventare obbligatorio per ristoranti e palestre.
I partiti reagiscono
Nel frattempo, i partiti reagiscono alla misura. Tra questi PLR e Udc, i primi favorevoli ma con riserva e i secondi contrari. “Sarebbe inaccettabile se il Governo estendesse il certificato Covid, invece di controllare le frontiere e controllare i flussi migratori”, scrive in una nota e aggiungono: “È inconcepibile che ancora una volta i settori in questione siano capri espiatori della situazione”. Il Plr, invece, chiede “regole chiare per l’utilizzo del certificato”. L’unico obiettivo – spiegano in un comunicato – dev’essere quello di “evitare misure più restrittive e liberticide”. Per i liberali è importante “proteggere l’infrastruttura ospedaliera dal rischio di sovraccarico ed evitare che l’economia risulti ulteriormente indebolita”.
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