
Le disposizioni attuali per contrastare il rilascio di certificati medici compiacenti, ossia che attestano un'incapacità lavorativa inesistente, sono sufficienti. È la conclusione cui giunge un rapporto - che giudica raro il fenomeno - adottato oggi dal Consiglio federale in risposta a un postulato del consigliere nazionale Philippe Nantermod (PLR/VS). Vero è che ai datori di lavoro vengono presentati regolarmente certificati la cui veridicità viene contestata, spiega un comunicato governativo odierno. Tuttavia, al personale medico di norma non vengono attribuiti comportamenti illeciti deliberati, né se ne hanno prove. In tal caso non si può parlare di certificati medici compiacenti.
"Casi isolati"
Le stime degli esperti consultati dalla Confederazione indicano che i certificati autenticamente compiacenti dovrebbero rappresentare un fenomeno piuttosto marginale. Sono stati documentati casi isolati, ma data la difficoltà di quantificare il fenomeno è possibile che il numero effettivo sia più elevato. Tuttavia, secondo il rapporto "non sarebbe corretto gettare un sospetto generalizzato sul corpo medico". I partecipanti alle tavole rotonde volute dal Consiglio federale hanno inoltre sottolineato che datori di lavoro o autorità di vigilanza sospettano regolarmente di avere a che fare con certificati falsi. In questi casi, il medico non è accusato di aver commesso consapevolmente un errore di valutazione, ma è la veridicità del certificato ad essere messa in dubbio. Questi sospetti sembrano riguardare maggiormente i medici di famiglia rispetto agli specialisti.
I pareri
Per contrastare il fenomeno, gli attori consultati sono dell'opinione che le disposizioni di legge vigenti siano sufficienti. Stando ai membri della Federazione dei medici svizzeri (FMH), l'emissione di un certificato compiacente costituisce una violazione del codice deontologico della stessa associazione che può comportare un ammonimento, la multa o l'esclusione dalla FMH. Inoltre, i medici che intenzionalmente rilasciano un certificato contrario alla verità possono essere puniti con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Le parti coinvolte si sono espresse a favore di ulteriori misure possibili. Pur stimando modesta l'influenza di tali misure sui certificati autenticamente compiacenti, credono che le stesse possano avere un valore aggiunto in termini di riduzione dell'emissione inconsapevole di certificati medici errati.

