
Primo sguardo alla struttura interna di una particella di antimateria: lo hanno dato i ricercatori dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare (Cern) di Ginevra. I risultati, riportati nella rivista specializzata Nature, sono giudicati "promettenti". Gli studi sono stati condotti dal gruppo di lavoro denominato esperimento Alpha, presso il Deceleratore di antiprotoni del Cern. Quanto scoperto fa presagire per il futuro misurazioni sempre più accurate delle proprietà degli atomi di antimateria, indica in un comunicato odierno il laboratorio con sede a Meyrin, alla periferia della città di Calvino. Gli scienziati hanno ottenuto per la prima volta lo spettro dettagliato dell'antidrogeno, l'equivalente dell'idrogeno nell'antimateria: una sorta di impronta digitale in HD che va ad arricchire l'identikit di questa particella, 'catturata' per la prima volta nel 2010. I nuovi dati rappresentano un passo importante per capire le differenze tra materia e antimateria che potrebbero spiegare perché l'una ha preso il sopravvento sull'altra dopo il Big Bang, aprendo così la porta a una nuova fisica oltre l'attuale Modello standard. Dopo aver preso l'impronta digitale grezza dell'antidrogeno nel 2012, i ricercatori del Cern hanno provato a ottenere un risultato migliore irradiando atomi di questo elemento con microonde simili a quelle usate per comunicare con i satelliti. Una volta colpiti, gli antiatomi rivelano la loro identità emettendo o assorbendo energia a frequenze molto specifiche, dando uno spettro che è come una impronta digitale, unica per ogni elemento. Al termine dell'esperimento, gli scienziati hanno potuto osservare le linee dello spettro dell'antidrogeno in modo molto più completo e dettagliato, scoprendo che ricalca quasi perfettamente quello dell'idrogeno. Ora serviranno analisi più approfondite per verificare eventuali discrepanze a un livello di risoluzione maggiore. "Applicando la spettroscopia all'antimateria, entriamo in una nuova era", ha affermato il portavoce dell'esperimento Alpha Jeffrey Hangst, citato nella nota. "Siamo ora in grado di osservare in dettaglio la struttura degli atomi di antimateria in qualche ora invece che in qualche settimana. Ciò sarebbe stato inimmaginabile solo pochi anni fa", ha aggiunto.
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