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Svizzera
Cern: Lhc, riavvio previsto nella primavera del 2009
Redazione
18 anni fa

Il riavvio dell'acceleratore di particelle Lhc del Cern di Ginevra è in programma all'inizio della primavera del 2009. Lo ha annunciato oggi lo stesso Cern in un comunicato. Le indagini condotte in seguito all'importante fuga di elio all'interno del tunnel del Large Hadron Collider (Lhc) - pochi giorno dopo lo storico avvio dell'acceleratore lo scorso 10 settembre - hanno indicato che la "causa più probabile dell'incidente è stata una connessione elettrica difettosa tra due magneti", afferma il comunicato. Per una piena comprensione dell'incidente, tuttavia, il settore dovrà essere portato a temperatura ambiente ed i magneti coinvolti dovranno essere ispezionati. "Questo richiederà tre o quattro settimane", aggunge il Cern. Dopo il riuscito avvio dell'Lhc lo scorso 10 settembre, "questo è indubbiamente un colpo psicologico", ha commentato il direttore generale del Cern Robert Aymar. "Tuttavia, il successo della prima iniezione di fasci di particelle testimonia gli anni di dura preparazione e le capacità del personale coinvolto. Non ho dubbi che supereremo questa difficoltà con lo stesso livello di rigore e applicazione", ha aggiunto. Il Cern ha spiegato che il tempo necessario per portare a termine le indagini sul guasto e per le riparazioni precludono la possibilità di un ripristino dell'attività dell'Lhc prima del periodo obbligatorio di manutenzione in inverno. Questo porterà la data per il riavvio del complesso dell'acceleratore all'inizio della primavera 2009. In seguito sono previste le prime collisioni tra i fasci di particelle nei 27 chilometri del tunnel seguiranno. Il Cern ha inoltre confermato per il 21 ottobre la cerimonia di inaugurazione del Lhc, anche se l'acceleratore sarà fermo. Da quanto si apprende, la decisione è stata accolta con il consenso generale delle delegazioni dei 20 Paesi membri del Consiglio europeo per le ricerche nucleari. Una decisione interpretata dai fisici come un gesto di orgoglio, dettato dalla consapevolezza che il guasto è del tutto superabile. Al momento sono almeno otto, tra cui il presidente francese Nicolas Sarkozy, i capi di Stato che hanno confermato la loro presenza alla cerimonia del 21 ottobre. ATS

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