
Le abbondanti piogge dell'inizio di aprile hanno inciso sui raccolti di cereali del 2016: se si escludono quelli della colza, tutti gli altri hanno avuto rendimenti in calo. Swiss granum ha chiesto all'ufficio federale dell'agricoltura un aumento delle importazioni per garantire l'approvvigionamento indigeno. I raccolti del grano per la panificazione (292'937 tonnellate, -24,4%), della segale (7831 tonnellate, -30%) e del farro (11'593 tonnellate -10,5%) sono stati inferiori a quelli dell'anno scorso, indica oggi l'organizzazione che difende gli interessi di tutti gli attori del settore cerealicolo. È diminuito anche il raccolto di colza, ma ciò è dovuto ad un calo delle superfici destinate a questa coltura, aveva spiegato Swiss granum all'inizio di settembre. In totale sono state raccolte 71'900 tonnellate di colza, contro le 87'004 t. nel 2015 (-17,4%). Le quantità di soia e di girasoli saranno recensite alla fine di novembre. Complessivamente nel 2016 sono stati raccolte 314'580 tonnellate di cereali propri per la panificazione, contro le 412'296 tonnellate dell'anno scorso. Questi raccolti aggiunti alle importazioni e agli stock del raccolto 2015, non bastano per coprire i bisogni dell'industria molitoria pari 470'000 tonnellate, rileva Swiss granum. Quest'ultima ha quindi presentato una richiesta per aumentare la quantità del contingente d'importazione di 30'000 tonnellate per il 2017. I rendimenti sono stati nettamente inferiori sul raffronto annuale per tutti i cereali foraggeri. Il fenomeno ha colpito in particolare il frumento foraggero con un calo del 30,4% a 37'917 tonnellate, seguito dal triticale (-27,7% a 34'880 t.) e dall'orzo (-20% a 154'952 t.). Le cifre sul granturco saranno note alla fine di novembre, conclude Swiss granum.
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