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Crans-Montana
C'erano 164 persone nel Constellation al momento del rogo
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Ats
5 ore fa
Secondo il rapporto del responsabile della sicurezza, il locale poteva accogliere un massimo di 150 persone. Solo 8 persone sono uscite indenni dal locale.

Al momento del drammatico incendio di Crans-Montana, nel bar «Le Constellation» si trovavano 164 persone. Lo ha detto oggi la procura a Keystone-ATS, confermando informazioni del quotidiano Le Temps. Di queste 164 persone, 132 si trovavano nel sottosuolo. Secondo il rapporto del responsabile della sicurezza del comune, risalente al giugno 2019, il bar aveva il diritto di accogliere 100 persone nel sottosuolo e 50 al piano superiore. Come noto, delle 164 persone presenti, 41 sono morte e 115 sono rimaste ferite. Questo significa che solo in otto hanno lasciato indenni il locale. Secondo l'inchiesta dalle prime fiamme fino al «flashover» - ovvero l'improvviso e violento divampare dell'incendio - sono passati poco più di un minuto e 30 secondi.

Interrogatori riprendono il 7 aprile

Gli interrogatori delle nove persone sotto indagine riprenderanno il 7 aprile. Non meno di sei persone saranno ascoltate nello spazio di una decina di giorni. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, sarà sentito il 13 aprile. Martedì 7 aprile la Procura ascolterà per la terza volta come imputato Jacques Moretti, gestore del bar Le Constellation. L'ex responsabile della sicurezza antincendio del comune di Crans-Montana (2020-2024) sarà interrogato l'8 aprile. Il suo vice all'epoca sarà interrogato il 9 aprile. Un membro dell'attuale squadra di sicurezza pubblica sarà interrogato il 10 aprile. L'ex consigliere comunale responsabile della sicurezza pubblica (2021-2024) sarà ascoltato il 15 aprile.

Le accuse

Gli imputati sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso colposo. Si tratta delle stesse accuse mosse ai gestori del locale (Jacques e Jessica Moretti) e agli ex e attuali addetti alla sicurezza del comune di Crans-Montana. Come già avvenuto in febbraio, gli interrogatori si terranno in un'aula del campus Energypolis a Sion. Le nove persone indagate devono rispondere alle accuse di incendio, omicidio e lesioni colpose.