Migranti
Centri di rimpatrio in Paesi terzi, la commissione raccomanda il sì
Ats
26.10.2026 14:52

Foto: ©ANTHONY ANEX
La Commissione delle istituzioni politiche invita il Consiglio nazionale a sostenere la mozione Gössi – La maggioranza vede un effetto deterrente, la minoranza teme per i diritti fondamentali e dubita dell’efficacia
Anche la Svizzera dovrebbe partecipare alla creazione di centri di rimpatrio ubicati in paesi terzi per i richiedenti asilo che devono lasciare l'Europa.
È l'opinione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) che, per 15 voti a 10, raccomanda al plenum di accogliere la mozione della «senatrice» Petra Gössi (PLR/SZ) già adottata per 27 voti a 10 e 6 astenuti nel giugno scorso dal Consiglio degli Stati.
Effetto deterrente
Per la maggioranza della CIP-N, precisa un comunicato odierno dei servizi del parlamento, «tali strutture esercitano un effetto deterrente e consentono ai richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta di attendere in Stati terzi anziché in Svizzera il rimpatrio nel proprio Paese d'origine».
La minoranza della commissione dubita invece sulla possibilità di garantire adeguatamente nei centri di rimpatrio i diritti fondamentali di persone particolarmente vulnerabili. Pensa inoltre che sia prematuro incaricare già oggi il Consiglio federale di partecipare a tali progetti, dal momento che non è ancora stato dimostrato né che essi siano realmente efficaci né che possano essere gestiti a costi ragionevoli.
Casi Dublino e Italia Sempre in ambito di asilo, la CIP-N ha approvato parte della mozione del «senatore» Damian Müller (PLR/LU) che chiede al governo di avviare negoziati bilaterali con l'Italia affinché quest'ultimo Paese riprenda i casi di sua competenza in virtù del regolamento Dublino. Con questo voto favorevole, in parte, all'atto parlamentare già approvato dagli Stati, la commissione intende sostenere gli sforzi del Consiglio federale, che ha già avviato negoziati in tal senso.
La CIP-N ha respinto invece gli altri punti della mozione con cui si chiede all'esecutivo di fare in modo che i casi di Dublino da trasferire dalla Svizzera all'Italia vengano collocati nei centri di accoglienza che Roma gestisce in Albania, valutando anche la possibilità di concludere col Belpaese accordo che preveda che i richiedenti asilo respinti dalla Svizzera possano essere alloggiati in Albania dietro indennizzo finanziario.
Per la maggioranza della commissione tali richieste vanno respinte: il modello adottato dall'Italia per delocalizzare all'estero le procedure d'asilo e l'esecuzione degli allontanamenti non soltanto si è rivelato molto costoso e non ha prodotto i risultati attesi, ma si scontra anche con la posizione dell'Albania, che si oppone a un'estensione di tale modello ad altri Stati, sottolinea la nota. Tuttavia, qualora questi presupposti dovessero cambiare, una partecipazione della Svizzera potrebbe comunque essere riesaminata, secondo la commissione.

