
I promotori dell'iniziativa popolare "Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)" - in primis il Club Energia Svizzera, un'alleanza di ambienti borghesi - accoglie con favore la decisione odierna del Consiglio federale di voler abolire il divieto di costruzione di nuove centrali nucleari adottato nel 2017 ed elaborare un controprogetto indiretto che tiene conto delle preoccupazioni espresse dall'iniziativa.
Ripensamento del Governo
Il governo ha ovviamente avuto un ripensamento ed è consapevole che senza l'energia nucleare la Svizzera andrà incontro a una carenza di elettricità in inverno, scrive il comitato d'iniziativa in una presa di posizione. Esso ritiene tuttavia insufficienti i punti chiave presentati oggi: il Consiglio federale non vuole una chiara regolamentazione o attribuzione di responsabilità per la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico del paese, sebbene l'economia e la società dipendano da un approvvigionamento sicuro in ogni momento. Inoltre i parametri presentati per il controprogetto non prevedono alcuno snellimento del processo di autorizzazione per la costruzione di nuove centrali atomiche, di cui, secondo il comitato, la Svizzera ha però bisogno il prima possibile.
Forum nucleare svizzero soddisfatto
Soddisfatto anche il Forum nucleare svizzero, secondo il quale l'abolizione del divieto di costruire nuove centrali rappresenterebbe un passo importante verso un approvvigionamento elettrico sicuro e rispettoso del clima. Esso intravvede comunque le stesse lacune: la semplificazione delle procedure di autorizzazione e la certezza giuridica durante la fase di pianificazione e costruzione.

