
L’inverno sarà un’incognita dal punto di vista energetico e questo è ormai un dato di fatto. Confederazione e cantoni si sono infatti mossi con puntuali campagne di sensibilizzazione, e quanto messo in campo in fatto di riserve sembra poterci regalare una stagione fredda tutto sommato tranquilla. Ma se così non fosse? C’è anche un piano B e si chiama centrali di emergenza. La prima di queste sta sorgendo a Birr, nel canton Argovia, e l’Ufficio federale dell’energia ha pubblicato oggi un documento che ne svela i segreti.
La struttura
Nel parcheggio nord del sito della general electric di Birr si sta predisponendo lo spazio per installare otto generatori TM2500. Si tratta di turbine alimentate a gas o a gasolio che possono anche essere spostate su un camion. Hanno potenza complessiva di 250 megawatt, ossia un quinto di ciò che può produrre la centrale nucleare di Leibstadt. La struttura di Birr, che ha un costo di 470 milioni di franchi, è la prima delle nuove centrali di riserva e dopo un test a gennaio potrebbe entrare in funzione già da febbraio 2023. Tuttavia, lo farà solo in caso di effettiva penuria energetica. Sarà smantellata nel 2026.
Chi è contrario
L’operazione non ha però riscosso solo consensi. Da un lato vi sono gli abitanti del villaggio argoviese, che hanno partecipato in massa a una serata informativa sollevando le proprie preoccupazioni, legate in particolare all’inquinamento. La centrale, infatti, se brucerà gas produrrà 2,8 tonnellate di ossidi di azoto e 6,64 tonnellate di monossido di carbonio ogni giorno. Se brucerà gasolio produrrà invece 4,8 tonnellate di ossidi di azoto e 2,8 di monossido di carbonio. Numeri che hanno costretto le autorità a innalzare temporaneamente i limiti consentiti per legge di queste emissioni. C’è poi la questione dell’inquinamento fonico: da contratto i generatori non dovranno emettere più di 74 decibel, un rumore comunque molto alto per le case poco lontano. Per questo, oltre alla posa di filtri silenziatori, è prevista la costruzione di un riparo fonico e, eventualmente, il finanziamento di finestre maggiormente isolate per le abitazioni vicine. Infine, oltre alle preoccupazioni degli abitanti, vi sono quelle di chi è sensibile al clima. Un mese fa, infatti, alcuni attivisti hanno manifestato di fronte al sito e hanno promesso di continuare a farlo. Si oppongono all’utilizzo di tecnologie inquinanti e rumorose per la produzione di energia.

