
Come già accaduto alle scorse votazioni cantonali, la Lega dei Ticinesi prende una mazzata elettorale non indifferente: ad aprile il Movimento di via Monte Boglia aveva perso ben quattro seggi in Gran Consiglio, ieri ha dovuto cedere all'area rosso-verde anche quello al Nazionale di Roberta Pantani. Per la Lega è una vera e propria débâcle che fa da contraltare all’avanzata dell'alleanza tra Verdi e Sinistra alternativa e Partito socialista e che dovrà sicuramente far riflettere, in particolare dopo le bordate indirizzate nella serata di ieri da Battista Ghiggia, il grande sconfitto nella corsa agli Stati, all'indirizzo di Boris Bignasca.
La predita del seggio leghista al Nazionale non stupisce però il politologo ticinese Nenad Stojanovic. "Quanto successo ieri in termini di seggi faceva parte delle previsioni della vigilia. Era sicuro che l'area rosso-verde avrebbe raddoppiato e il seggio più a rischio era quello leghista, ovvero quello di Roberta Pantani - ha spiegato a Ticinonews – Certamente per un partito che dal 2011 è abituato a vincere a livello comunale, cantonale e federale è una bella battuta d'arresto". Che si possa parlare di 'nuovo ex partitone'? "È presto per dirlo, Ghiggia ha sì fatto un pessimo risultato ma dall'altra parte c'è il successo inaspettato di Marco Chiesa".
Ma se Atene piange, Sparta non ride. Il PLR ha si confermato i suoi due seggi ma deva pure far i conti con il risultato degli Stati. "Giovanni Merlini è un consigliere nazionale uscente ed ex presidente cantonale del PLR: non è uno sconosciuto, ma è stato battuto dal candidato dell'UDC – ha sottolineato Stojanovic – Questo può mettere in difficoltà il presidente Bixio Caprara, che è stato l'artefice della congiunzione con il PPD. Congiunzione che non credo abbia influito sul risultato ma che può essere usata da chi vuole un cambiamento nel partito".
Dal canto suo, proprio il PPD ha salvato in extremis il suo seggio al Nazionale. Ed è proprio il rischio corso dai popolari democratici per buona parte della giornata ad aver sorpreso Stojanovic. "La notizia di una possibile uscita dalla Camera bassa di Marco Romano o Fabio Regazzi nonostante la congiunzione con il PLR è stata una sorpresa. A livello nazionale e cantonale continua però il trend negativo del PPD – per la prima volta nella storia hanno meno seggi dei Verdi – e penso ci sia poco da festeggiare".
Chi invece festeggia, e a buon diritto, è l'alleanza fra i Verdi e la sinistra radicale o “alternativa” che si vedrà rappresentare alla Camera bassa da Greta Gysin. "Sicuramente i Verdi hanno beneficiato dell'attenzione riservata alla questione del clima. Sono riusciti ad aprire gli occhi all'elettorato e ciò spiega anche l'importante avanzata dei verdi a livello nazionale. In Ticino è più difficile fare un calcolo del genere vista la presenza in lista della Sinistra alternativa, ma senza dubbio questa alleanza è stata pagante. È comunque un errore dire che questo risultato sia dovuto solo ai Verdi senza considerare la sinistra alternativa e radicale".
In Ticino, il PS ha mantenuto un seggio con la rielezione di Marina Carobbio, ma Stojanovic avverte: "Soprattutto il PS svizzero esce da queste votazioni con le ossa rotte, perdendo due punti percentuali e attestandosi al 16,8% : è il peggior risultato della sua storia, ossia dal 1919, da quando si vota secondo il sistema proporzionale. Altrettanto sorprendente, infine, è che in Ticino Verdi e Sinistra alternativa hanno ottenuto più o meno lo stesso risultato del PS. "Mettendo insieme voti delle sottoliste i primi si attestano attorno al 13,9% mentre i secondi al 14,1%". Questo vuol dire che anche senza la congiunzione avrebbero ottenuto un seggio ciascuno, visto che per un seggio basta avere l’11,1%.
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