
Un candidato UDC "selvaggio" grazie a un piano segreto socialista? Un nuovo caso Widmer-Schlumpf?
Oggi a Berna i tre candidati proposti dall'UDC (Gobbi, Aeschi, Parmelin), si presenteranno davanti alle delegazioni parlamentari di PPD e PLR. Come noto, i Verdi non sosterranno nessuno dei tre nomi proposti. Anche il PS non intende organizzare delle audizioni, ma è ancora incerta la strategia che intenderà adottare. Secondo la Basler Zeitung, potrebbe scatenarsi una sorta di "ribellione" a sinistra, che avrebbe già preso il via ieri, con l'inizio delle sessioni a Palazzo federale.
A impedire i contatti preliminari della sinistra con eventuali candidati democentristi, c'è però la minaccia pendente del partito di Maurer di espellere chiunque accetti un'elezione non facendo parte del "tricket" ufficiale. Ai socialisti non rimarrebbe dunque che tentare di votare un candidato a sorpresa, senza contattarlo precedentemente, sperando che al momento del voto del 9 dicembre accetti, ribellandosi alle pressioni del suo schieramento. L'unica possibilità sarebbe quindi di andare a pescare dal mazzo qualcuno che nemmeno sieda già a Berna. Per intenderci, come fu per la tanto discussa dimissionaria grigionese.
Una minoranza del PS pare sia in ogni caso contraria a queste strategie, ma a fare da ago della bilancia sarà probabilmente il centro. Lombardi, capogruppo PPD, ha solo precisato che eleggere un UDC è "necessario per ricucire lo strappo istituzionale creatosi con l'elezione Widmer-Schlumpf" e la stampa d'oltralpe vocifera che una parte dei popolari democratici potrebbe lasciarsi tentare dall'eventuale ramo ribelle del PS. Decisivo sarà l'incontro odierno, in cui il centro rifletterà sulla bontà delle tre candidature democentriste.
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