
Alle 14.00 il Consiglio federale ha indetto una conferenza stampa per fare il punto della situazione. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Ufficio federale della sanità, in Svizzera vi sono 592 nuovi contagi in più rispetto a ieri, mentre i decessi hanno raggiunto quota 831 (+26 rispetto a ieri). Presenti a Berna il delegato dell'Ufficio federale di sanità pubblica (Ufsp) per il Covid-19 Daniel Koch, il capo della Direzione della politica economica della SECO Eric Scheidegger, i co-direttori di Staatslabor Alenka Boonard e Danny Bürkli, nonché il brigadiere Raynald Dorz, capo delle operazioni di comando del personale.
14:39 - Fine della conferenza stampa
14:35 - Congedi per i militari. Dorz: "A partire da martedì i congedi verranno di nuovo consentiti, ma con rigore, al massimo con contigenti di 5 persone per volta. Questo permetterà di tirare un po' il fiato".
14:34 - Quando si possono allentare le misure senza rischiare una seconda curva? Koch: "Cercheremo di allentare le misure per correre il minor rischio possibile. Bisogna rimanere flessibili: nel caso in cui vediamo che la situazione peggiore, bisogna intervenire subito. Il Consiglio federale rilfletterà su tutti questi punti".
14:30 - Le frontiere chiuse pongono problemi per le persone o famiglie divise che vivono lungo il confine. La Confederazione è in contatto con i paesi vicini? Koch: "Non sono a conoscenza nel dettaglio della situazione, ma nell'ordinanza federale si parla di casi di rigore. Per questi casi dovrebbe essere possibile allentare le norme".
14:28 - 190mila persone testate. Sono seguite sulla durata? Koch: "No, non riusciamo a seguire i casi che sono dichiarati negativi. Ma speriamo che il sistema sanitario svizzero, dove le persone vengono testate da un medico, possano farlo".
14:25 - Cosa avviene con i festival estivi, che hanno investito molto denaro nei loro eventi? Scheidderger. "Stiamo lavorando 24 ore su 24 per trovare una strategia di base. Giovedì prossimo ne parleremo con il Consiglio federale". Koch: "Siamo consapevoli che tanti settori sono colpiti dalla situazione e vorebbero avere una sicurezza di pianificazione. Ma è difficile farla in questo momento".
14:23 - In Corea del Sud hanno notato che c'è una ripresa della malattia. È una possibile evoluzione anche in Svizzera? Koch: "È difficile giudicare la situazione di un altro paese. C'è sempre un pericolo di ripresa nelle epidemie di questo genere. Dobbiamo osservare la tendenza. Per ora non vedo questa tendenza da noi, noi andiamo verso una stabilizzazione".
14:21 - Situazione della curva. Koch: "Attualmente la situazione è abbastanza positiva, ma è prematuro dire che è tutto finito. È importante che le persone sappiano che dobbiamo 'tenere botta'".
14:21 - Iniziano le domande
14.15 - I militi in campo. Dorz: "Siamo impegnati in 50 ospedali in tutto il paese, cerchiamo di aiutare il personale civile e nel trasporto dei pazienti. Siamo in tutte le regioni, in particolare a Ginevra, Vaud, Friborgo, Basilea, Lucerna. È un servizio di appoggio. Le scuole reclute partecipano anche alla manovra, soprattutto nelle case anziani. Non c'è nessuna parte dell'organizzazione che non sia toccata dal coronavirus. Il gruppo di lavoro è in mano alla brigata, che ha ai suoi ordini quattro battaglioni".
Dorz ha risposto anche alle critiche, secondo cui ci sono troppo effettivi in campo. "Settimana prossima presenteremo nuove soluzioni che ci permetteranno di avere un nuovo equilibrio. Due settimane fa c'era questo focolaio di contagio dall'Italia e non avevamo nessuna idea di cosa sarebbe arrivato. Quando ci hanno dato la missione, abbiamo scelto la variante "All-in-plus", mobilitando 5000 uomini in pochi giorni. Dopo settimane ci rendiamo conto che per il momento la situazione è sotto controllo".
14:10 - Lo Staatslabor. Boonard spiega la funzione dello Staatslabor: "Lo Staatslabor vuole essere un punto di contatto con la società civile e l'Amministrazione federale. Il nostro ruolo è di vegliare su argomenti di attualità per combattere contro il coronavirus. Il nostro scopo è quello di rendere visibile le iniziative che potrebbero aiutare in questa lotta. Questa crisi è qualcosa di nuovo per tutti e ha bisogno di risposte nuove. Questo contatto con la società civile è quindi nuovo, ma siamo privilegiati di poter fare questo sforzo collettivo nazionale. Siamo fieri del rigore della popolazione svizzera e lo slancio di solidarietà delle iniziative che contribuiscono a trovare nuove idee per gestire questa crisi".
14:08 - Due scenari della Seco. Scheidegger: "Ora stiamo lavorando a due scenari per uscire dalla crisi (che non sono da confondere con previsioni congiunturali)". Entrambi comunque indicano una recessione ben più marcata di quanto finora stimato. "Il primo prevede una forte recessione: il Pil scenderebbe fino a -7%, ma l'anno prossimo l'economia dovrebbe ristabilirsi. Il tasso di disoccupazione salirebbe al 4% e la perdita è stimata a 90 miliardi di franchi. L'altro scenario prevede una recessione più lunga, con un Pil che scenderebbe a -10,4%.
14:03 - Recessione più forte del previsto. Scheidegger. "Lo svilluppo dell'economia è nettamente peggiorata da metà marzo. Avevamo previsto una diminuzione del 10% della produzione, ma ora abbiamo constatato un crollo del 25% a dipendenza dei vari settori. Alcuni, come quello della ristorazione, la percentuale è molto più alta, addirittura dell'80%. Ma anche rami come la vendita al dettaglio e i trasporti fanno registrare cali cospicui, del 50-60%. La recessione sarà dunque più marcata. Il Pil potrà diminuire fino a -1%".
14:02 - Prende la parola Koch. "C'è una tenzenda al ribasso. Le persone anziane sono quelle più a rischio, ma non solo. Abbiamo notato che l'8-10% delle persone più giovani finite in ospedale non avevano malattie pregresse, quindi non c’è nessuna sicurezza, ci si può ammalare lo stesso. Per questo è importante rispettare le misure proposte, anche se il tempo è bellissimo".
14.00 - Inizia la conferenza stampa
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