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Svizzera
Catena della Solidarietà: raccolti 40 milioni di franchi
Keystone-ats
6 anni fa
La somma sta permettendo di sostenere 114 progetti di 103 organizzazioni svizzere con lo scopo di aiutare le persone in difficoltà a causa della crisi del coronavirus

Dallo scorso 23 marzo, la Catena della Solidarietà ha raccolto quasi 40 milioni di franchi per le persone che in Svizzera soffrono a causa della crisi scaturita dalla pandemia. Finora sono stati utilizzati 23,3 milioni di franchi, ha annunciato oggi l’organizzazione.

Grazie ai fondi raccolti, vengono sostenuti attualmente 114 progetti di 103 organizzazioni svizzere che operano nei settori dell’aiuto d’urgenza, transitorio, alimentare e finanziario.

I progetti riguardano tutti i cantoni e comprendono servizi come le consegne a domicilio, i trasporti, l’assistenza, l’aiuto domestico per anziani e disabili e il sostegno finanziario alle persone in situazioni di precarietà.

Le organizzazioni vengono anche in aiuto di persone che hanno subito una grossa perdita di reddito e in alcuni casi non hanno più abbastanza soldi per comprare cibo, sottolinea la Catena della Solidarietà.

A metà maggio, da una prima valutazione della collaborazione con le 78 organizzazioni regionali e locali allora sostenute, è emerso che quasi la metà degli aiuti è andata agli abitanti delle cinque città più grandi della Svizzera: Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo. Il 45% degli aiuti è finito nella Svizzera tedesca, il 43% in quella francese e il 12% in Ticino.

Le persone più colpite dalla crisi sono i migranti, i sans-papiers, i senzatetto e i lavoratori del sesso. Molti sono stati spinti ad uscire dall’illegalità per mancanza di denaro. Alle loro spalle c’è spesso un’intera catena di povertà e altri membri della famiglia che dipendono dalle loro risorse, sottolinea la Catena della Solidarietà.

Nove organizzazioni forniscono aiuti esclusivamente alle donne che lavoravano come collaboratrici domestiche non dichiarate o prostitute, che sono state duramente colpite dalla crisi. Allo stesso tempo, molti giovani e studenti sono tra coloro che cercano aiuto perché hanno perso l’impiego o svolgono attività precarie.

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