
L’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (UIL) ha dato luce verde all’iniziativa cantonale del PPD, presentata dal presidente Fiorenzo Dadò e dal vicepresidente Giorgio Fonio, che mira a modificare la legge federale sui lavoratori distaccati (LDist) inserendo un capoverso che imponga alle aziende di informare i dipendenti in merito agli abusi riscontrati durante le verifiche nei settori sottoposti ai contratti normali di lavoro (CNL). In questo modo “tutti potranno conoscere le infrazioni commesse dal datore di lavoro”.
L’iniziativa è stata presentata lo scorso primo marzo e punta direttamente alle Camere federali. Prima di approdare a Berna, però, occorre l’avvallo del Gran Consiglio e questa mattina, spiega il Corriere del Ticino, sarà all’ordine del giorno dell’ultima seduta della Commissione della gestione prima della pausa estiva. Il primo step, ovvero il via libera dell’UIL (cui la Gestione aveva chiesto una valutazione tecnica per chiarire la sostenibilità degli interventi proposti), lascia però ben sperare.
Tuttavia, a tener banco c’è sempre la posizione del consigliere federale che negli scorsi giorni aveva aperto a un allentamento delle misure d’accompagnamento alla libera circolazione per favorire in negoziasti con l’unione europea (vedi articoli suggeriti). Cassis, ricordiamo, aveva sottolineato che le misure di accompagnamento hanno lo scopo di proteggere il mercato del lavoro svizzero ma "questo obiettivo può essere raggiunto con altri mezzi e tramite altre vie. Possiamo trovare un terreno comune se entrambe le parti sono d'accordo".
Un’uscita che lo stesso Fonio - contattato da Ticinonews - decisamente non ha gradito: “La nostra è un’iniziativa nata da problemi reali e un maggior sostegno al Ticino da parte di Cassis sarebbe di grande aiuto. Ci aspettiamo che possa capire le esigenze dei lavoratori e dei cittadini del nostro Cantone, oltre a quelle piccole medie imprese che soffrono, e che non pensi solo alle esigenze dei poteri forti”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

