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Conflitti
Cassis: "Il piano di pace ucraino non è abbastanza buono"
© CdT/Gabriele Putzu
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3 anni fa
Il consigliere federale a capo del Dipartimento federale degli affari esteri lo ha affermato a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite tenutasi a New York.

Il consigliere federale Ignazio Cassis ritiene che il piano di pace ucraino sia "interessante, ma non abbastanza buono": le iniziative unilaterali che non ottengono il consenso di entrambe le parti "non vanno molto lontano", ha dichiarato oggi alla stampa svizzera a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. "Non vogliamo che la guerra s'intensifichi ulteriormente", ha dichiarato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Egli ha comunque accolto con favore la proposta di pace in dieci punti che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ribadisce oggi davanti al Consiglio di sicurezza e che ha già ottenuto il sostegno di almeno 140 dei 193 paesi membri delle Nazioni Unite. Essa prevede il ritiro totale della Russia da tutte le regioni occupate e il pagamento di riparazioni di guerra - condizioni che Mosca non accetterà.

L'appoggio elvetico al tribunale speciale per i crimini di guerra

Ieri Cassis aveva indicato che la Svizzera sostiene l'idea di un tribunale per il crimine di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. La Corte penale internazionale (CPI) ha emesso in marzo un mandato d'arresto internazionale contro il presidente russo Vladimir Putin, ma non ha la competenza di indagare l'aggressione di Mosca contro Kiev in generale. Pertanto tra i diplomatici circola già da mesi l'idea di creare un tribunale speciale come avvenne ad esempio dopo la guerra in Jugoslavia. Per il capo del DFAE una simile corte va però fondata in un quadro multilaterale ampio e con un sostegno internazionale equilibrato.

L'invito a "usare con moderazione il veto"

Alla riunione odierna del Consiglio di sicurezza sull'Ucraina partecipa anche il presidente della Confederazione Alain Berset. La Svizzera fa parte dell'organo fino alla fine del 2024. In una dichiarazione congiunta dei dieci membri non permanenti del Consiglio, resa nota poco prima dell'inizio dell'incontro, Cassis e i suoi nove omologhi hanno ribadito il loro impegno per il multilateralismo. Essi hanno invitato i cinque membri permanenti a mostrare "moderazione" nell'uso del veto, in particolare per prevenire atrocità di massa. In seguito a una risoluzione presentata dal Liechtenstein e approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, le cinque grandi potenze devono giustificare pubblicamente l'uso di tale strumento. Nella loro dichiarazione i dieci membri non permanenti hanno pure ribadito la loro richiesta di riforma per rendere il Consiglio di sicurezza "più efficiente" e più rappresentativo nell'affrontare le sfide in materia di sicurezza internazionale.

Gli altri incontri odierni

Oggi Cassis ha anche incontrato il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) Rafael Grossi per dare seguito ai principi lanciati in una riunione di maggio sotto la presidenza svizzera del Consiglio di sicurezza per evitare un "disastro nucleare" a Zaporizhzhia. Tra gli altri incontri odierni del ticinese vi è stato in particolare quello con i suoi omologhi azero e armeno nonché turco e rappresentanti dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) in relazione alla ripresa delle violenze nel Nagorno-Karabakh. Parlando con la stampa elvetica, ha ricordato che la Svizzera ha contribuito ai negoziati per un cessate il fuoco tra Azerbaigian e Armenia prima della recente ripresa degli scontri tra Baku e i separatisti armeni che costituiscono la maggioranza della popolazione della regione contesa. Cassis ha anche avuto un incontro bilaterale con il suo omologo americano Antony Blinken, il quale lo ha ringraziato per aver facilitato lo scambio di detenuti tra Stati Uniti e Iran nei giorni scorsi.